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“Cesano, il ponte delle promesse mancate: ma dov’è la pista ciclabile?”

SENIGALLIADal Coordinamento Senigallia Cambia-Cambia Senigallia – A V S riceviamo: L’abbandono delle frazioni, dei borghi collinari e dei territori lungo le direttrici Arceviese e Corinaldese è ormai una triste certezza, in perfetta continuità con i cinque  anni della precedente consigliatura del Sindaco Olivetti. Se è pur vero che si è vista una maggiore attenzione per le frazioni litoranee — anche per ovvi motivi di sviluppo turistico —, la frazione di Cesano rappresenta una clamorosa nota stonata.

Circa un anno fa (fonte Regione Marche, news del 05/08/2023) veniva inaugurato il ponte ciclopedonale sul fiume Cesano, strategico collegamento tra Senigallia e Marotta, con tanto di illuminazione scenografica nei colori del tricolore. In quell’occasione, l’assessore regionale Baldelli dichiarava:

“La terrazza sul mare, oltre a costituire di per sé un forte elemento di attrazione, mette in sicurezza biciclette e pedoni dalla trafficata Statale 16. L’opera farà anche da volano alle attività economiche, rappresentando un modello virtuoso di tecnologia, design, sicurezza e riqualificazione.”

Come Alleanza Verdi e Sinistra – Cambia Senigallia, riteniamo che si stia perdendo un’importante occasione di sviluppo e di “visione”. Altro che modello virtuoso: ci troviamo di fronte a un esempio di insicurezza e inefficienza, di cui sono responsabili l’amministrazione passata e quella attuale.

Un percorso ad ostacoli: la prova dei fatti

Invitiamo tutti a fare un semplice esperimento. Immaginiamo di partire dalla piazzetta di Cesano per una passeggiata a piedi verso il ponte illuminato, o per scollinare a Marotta sul lungomare. Immaginiamo di farlo con un passeggino, in coppia, con un gruppo di ragazzi diretti al campeggio o con una persona in carrozzina.

La realtà è desolante per i seguenti motivi :

  • Assenza di percorsi sicuri: Non esiste alcun percorso pedonale sicuro dalla piazzetta al ponte. Il lungomare si interrompe in una via senza sbocco e ci si ritrova costretti a procedere in una viuzza stretta verso il complesso delle Piramidi, dove il camminamento è stretto e sconnesso.
  • Ciclabile fantasma e degrado: Proseguendo verso il ponte, non si capisce dove sia la pista ciclopedonale. Dove sorgeva quella utilizzata per l’inaugurazione, oggi troviamo una recinzione con un cartello scolorito e le macerie di un rudere all’esterno (ci si chiede: il problema dell’area erano davvero solo i naturisti sotto la duna?).
  • Percorso selvaggio e al buio: Per individuare il passaggio occorre un intuito da segugi: un viottolo di breccia immerso in un fittissimo canneto stile “foresta pluviale” (dove servirebbe un falcetto per farsi strada), percorso da famiglie e giovani che sfidano il pericolo dato che, di notte, è completamente al buio.

Le responsabilità dell’Amministrazione

A conclusione di questo amaro racconto — che lascia i cittadini, gli elettori e i turisti con il senso di essere stati ingannati da false promesse —, non possiamo non richiamare l’attenzione sull’ultima delle 14 delibere relative all’assegnazione di parte dell’area a un noto gruppo immobiliare, il quale avrebbe dovuto farsi carico della realizzazione della pista ciclabile.

Non possiamo restare silenti di fronte allo stato di abbandono di una zona a vocazione turistica familiare, considerata da sempre una piccola perla per la tranquillità e la bellezza del suo mare.

Le nostre richieste

Chiediamo con urgenza all’Amministrazione comunale:

  1. Convocare l’Assessore alle Frazioni per affrontare la situazione specifica di Cesano.
  2. Mettere in sicurezza con urgenza il percorso, effettuando lo sfalcio del canneto e installando l’illuminazione sulla pista “pseudo-ciclabile”, oppure chiuderne l’accesso nelle ore notturne per tutelare l’incolumità pubblica.
  3. Fornire spiegazioni in Consiglio Comunale sulla mancata realizzazione della pista ciclopedonale nell’area fluviale del ponte Cesano e sulle azioni di tutela dell’area naturale.
  4. Sollecitare la proprietà alla realizzazione della pista ciclabile prevista dagli accordi, pena la rescissione del contratto di assegnazione.
  5. Coinvolgere le associazioni ambientaliste e i cittadini in una progettualità condivisa per il recupero e la valorizzazione dell’area”.
QS – RIPRODUZIONE RISERVATA - www.quisenigallia.it

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