Mirella Verde: “Stop alle rievocazioni storiche che sfruttano gli animali”
di MIRELLA VERDE*
SENIGALLIA – L’ estate, tempo di relax e di divertimento. E tante sono le occasioni e gli eventi che, con un pretestuoso fascino particolare, servirebbero a far passare ore liete e spensierate ai turisti che affollano anche il nostro territorio marchigiano che, oltre a presentare km di spiagge e di stabilimenti balneari (lasciando in verità pochissimo spazio alle spiagge libere, sempre più ridotte, non pensando che il mare è un bene di tutti), è caratterizzato da quei gioiellini che sono i borghi medievali, quasi del tutto integri nella parte storica e immersi tra le colline verdeggianti, veri e propri “terrazzi” che si affacciano su un panorama mozzafiato che bisognerebbe difendere e tutelare di più.
Proprio in questi borghi si ripetono le ormai note rievocazioni medievali con dame e cavalieri che sfoggiano abiti ispirati a quelli d’ epoca davvero magnifici. Che fanno a gara con i riflessi dei colori del paesaggio per creare un’atmosfera di sogno e di favola. Tutto bellissimo, quindi, se non esistessero in queste rievocazioni le giostre, cioè il rifacimento di quello che avveniva nel Medioevo e che consisteva in una gara fra cavalieri durante la quale ciascun cavaliere cercava di disarcionare l’ altro, per avere poi come premio finale lo sguardo dolce ( e spesso non solo quello, seguendo comunque l’ethos dell’ Amor cortese) della donna amata.
Una delle giostre più famose è quella della Quintana che si svolge ad Ascoli Piceno ogni estate agli inizi di Agosto.
Non sono qui a descrivere in cosa consiste, perché, per chi non ha mai assistito a questa rappresentazione, è facile reperire informazioni da guide turistiche o da ricerche su Internet. Sono qui per ripetere che è ora di dire basta a queste rappresentazioni anacronistiche che mettono a repentaglio la vita dei cavalieri e dei cavalli. Come è successo qualche tempo fa in cui, per una curva presa male, caddero, ferendosi più o meno gravemente, cavallo e cavaliere. E non si tiri in ballo il fatto che la giostra dei cavalieri, i palii e tutte le forme di “spettacolo” che sfruttano esseri senzienti fanno parte della tradizione. Perché nulla vale più della vita di ogni creatura. E certe manifestazioni (ecco perché all’ inizio parlavo di fascino pretestuoso) sono solo macchine per far soldi sulla pelle di animali sempre più sfruttati.
Certi spettacoli e/ o rievocazioni storiche si potrebbero organizzare anche senza animali. Sarebbero belle lo stesso (ad esempio con balli e musiche dell’epoca, sbandieratori, giocolieri) e sarebbero fonte di un guadagno moralmente pulito, che non sfrutta un altro essere per un piacere effimero che e’ pericoloso e che non rispetta la dignità a cui tutti gli esseri viventi hanno diritto.
*Docente di italiano e storia in pensione – Animalista – Responsible di una colonia felina a Cesano
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