Il Comitato Cittadino: “A Senigallia Cup a scartamento ridotto, partono le proteste”
SENIGALLIA – Dal Comitato Cittadino riceviamo: “La sanità via social non porta notizie positive sul nostro Ospedale. Una cittadina riporta una situazione paradossale per l’impossibilità di fare una prenotazione al CUP per un esame di Laboratorio Analisi, nonostante una sala vuota (senza pazienti in attesa !) e in presenza di operatori che però non potevano prenotarla. Poiché la medesima cosa è successa anche all’Ospedale di Jesi deduciamo che il problema sia dovuto a medesime decisioni per un cambiamento di orario..
Il cartello appeso agli sportelli dice che dal 22 giugno e fino al 15 settembre:
– per i pazienti in possesso di ricette con priorità “U”, visite ed esami urgenti, l’orario di accesso al CUP è di 5 ore circa (vecchia maniera).
-Per gli altri pazienti in possesso di ricette con priorità (B,D,P), visite ed esami non urgenti, l’orario di accesso al CUP è di 3 ore e mezzo e solo al mattino.
Questi ultimi e sono la moltitudine debbono provare, fino al 15 settembre, a prenotare via web e solo tramite applicazioni on-line (zero code regionale), ovvero tecnologie digitali di cui sicuramente non conoscono nemmeno l’a.b.c..
Un bell’aiuto per i pazienti più anziani.
Quello segnalato è il classico esempio di cattiva (dis)organizzazione messa in atto soprattutto in un periodo dell’anno in cui i servizi dovrebbero essere invece più attivi anche per la stagione estiva che fa traboccare Senigallia di turisti.
Una situazione che va avanti dal 22 giugno e che durerà fino al 15 settembre, termine di scadenza.
Eravamo certi e così è stato, che tale decisione avrebbe scatenato proteste.
Ma la realtà è che il personale è insufficiente o quanto meno è gestito in modo non adeguato: vi sono uffici che fanno lo stesso lavoro ma che se riorganizzati e uniti potrebbero far recuperare risorse umane preziose da utilizzare in modo più utile.
Il Dr.E.Rocchi, responsabile DAO della AST2 ovvero degli operatori amministrativi, secondo noi non ha svolto bene il suo compito perché se da una parte ha tutelato giustamente i lavoratori, cosa che avrebbe dovuto fare in tempo utile e non a ridosso del boom estivo, dall’altra riducendo l’orario di prenotazione, prima continuativo per tutte le priorità sanitarie, si è dimenticato delle esigenze di una parte dei cittadini, quella più numerosa.
Contestiamo tale decisione e confidiamo in un recupero da parte della Direzione Strategica. La salute non si tutela ad orario ridotto ma necessita di un orario continuativo”.
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