CRONACAIN PRIMO PIANOSENIGALLIA

Accusata di violenze sul compagno in carrozzina, la donna si difende in aula

La 37enne ha respinto le contestazioni davanti al Tribunale. Sentito anche un testimone dell’accusa. Il 45enne è parte civile nel processo

SENIGALLIA – È entrato nel vivo con l’esame dell’imputata il processo per i presunti maltrattamenti subiti da un 45enne, rimasto invalido dopo un grave incidente e costretto a muoversi in carrozzina.

A rispondere delle accuse davanti al Tribunale di Ancona è l’ex compagna, una donna di 37 anni.

Nell’udienza di ieri la donna ha scelto di sottoporsi all’esame ed ha respinto la ricostruzione accusatoria, offrendo ai giudici una versione molto diversa del rapporto sentimentale e della convivenza. In aula è stato ascoltato anche un testimone dell’accusa.

L’uomo, assistito dall’avvocato Mauro Diamantini, si era già costituito parte civile nel procedimento e sostiene di essere stato vittima, durante la relazione, di ripetuti comportamenti aggressivi e vessatori.

Al centro del processo non ci sarebbero, secondo l’impostazione accusatoria, soltanto occasionali e accesi litigi tra i due, ma una serie di condotte che, per frequenza e caratteristiche, avrebbero determinato nel tempo una situazione di maltrattamento ai danni del 45enne.

Un quadro che l’imputata ha contestato durante il proprio esame. La 37enne ha descritto una relazione fortemente conflittuale, sostenendo che anche il compagno avrebbe avuto comportamenti aggressivi nei suoi confronti e negando, quindi, di essere stata l’autrice di quella situazione di sopraffazione che le viene contestata.

Il 45enne, attraverso il proprio difensore e la costituzione di parte civile, chiede che vengano accertate le responsabilità dell’imputata per quanto sostiene di avere subìto e il conseguente risarcimento dei danni.

L’istruttoria non è ancora terminata. Alla prossima udienza dovrebbero essere ascoltati i testimoni indicati dalla difesa dell’imputata, qualora compariranno, completando così un quadro probatorio nel quale sono emerse versioni fortemente contrapposte.

Soltanto al termine dell’acquisizione delle prove il Tribunale sarà chiamato a stabilire se le condotte contestate alla 37enne abbiano trovato conferma nel dibattimento e se siano tali da integrare il reato di maltrattamenti.

 

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