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Il Pd: “Un altro ponte è possibile, aspettare non può essere la scelta del sindaco”

SENIGALLIA – Dal Partito Democratico riceviamo: “Sono trascorsi quattro anni dall’alluvione del settembre 2022. Sul Ponte Garibaldi abbiamo ascoltato annunci, visto progetti, seguito procedure amministrative e ricorsi. Dopo tutto questo tempo, utilizzare qualche settimana in più per approfondire seriamente una soluzione migliore non significa perdere tempo. Inacettabile sarebbe costruire un’opera destinata a rimanere per generazioni senza aver verificato fino in fondo se un altro Ponte Garibaldi sia possibile. Ed è possibile.

Il progetto attuale, per dimensioni, altezze, rampe, percorso a esse , viabilità, i Portici Ercolani e il centro storico, avrebbe un impatto enorme e insostenibile su uno dei luoghi più delicati della città. Non possiamo rassegnarci a portare nel cuore di Senigallia un’infrastruttura che, per dimensioni e caratteristiche, finisce per assumere l’impatto di un vero e proprio “ponte autostradale”.

La posizione espressa dal sindaco Olivetti — sospendere e attendere la decisione del Consiglio di Stato — è comprensibile sotto il profilo procedurale. Ma può diventare la posizione politica Sua e della città. Qualunque sia l’esito del procedimento, infatti, resterà una scelta da compiere. Se il percorso attuale dovesse essere rimesso in discussione, sarà necessario riprogettare e decidere quale soluzione realizzare. Se invece il progetto potesse proseguire, questo non significherebbe affatto che quello attuale debba automaticamente diventare il Ponte Garibaldi di Senigallia.

Una pronuncia può incidere sul percorso amministrativo. Non può progettare il ponte né sostituire la responsabilità politica di scegliere la soluzione migliore per la città. È per questo che bisogna lavorare adesso. Occorre approfondire tutte le soluzioni tecniche, progettuali e funzionali possibili: sicurezza idraulica, quote, tecnologie costruttive,, franco idraulico, raccordi con la viabilità, inserimento architettonico e urbano. E bisogna farlo coinvolgendo tutti i livelli necessari: Commissario, ANAS, Regione e, se occorre, Governo e Ministeri competenti.

La sicurezza non è in discussione. Ma dentro questo vincolo bisogna pretendere la soluzione migliore dal punto di vista architettonico, urbanistico e funzionale, non limitarsi ad accettare quella già progettata. E c’è una possibilità concreta che deve essere approfondita con altrettanta serietà: un Ponte Garibaldi pedonale e ciclabile.

Una diversa funzione consentirebbe di progettare un manufatto con caratteristiche profondamente differenti, capace di ricucire le due sponde senza produrre quell’impatto sul centro storico e inserendosi in un progetto complessivo di mobilità, parcheggi, accessibilità al centro, trasporto pubblico, ciclabilità e pedonalità.

Questo è ciò che deve fare il Sindaco: assumere l’iniziativa, aprire le interlocuzioni necessarie e pretendere che tutte le alternative vengano verificate fino in fondo. Aspettare può essere una scelta procedurale. Non può essere una strategia per il futuro di una parte così importante di Senigallia.

Quel mostruoso ponte, con quelle dimensioni e quell’impatto nel cuore della città, non può diventare inevitabile soltanto perché il suo iter amministrativo è andato avanti.

Un altro Ponte Garibaldi è possibile. Ora bisogna avere la determinazione di costruirne le condizioni”.

 

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