“Il buco nel bilancio della Fondazione Città di Senigallia: chi ha ragione tra vecchio e nuovo Cda?”

“Il buco nel bilancio della Fondazione Città di Senigallia: chi ha ragione tra vecchio e nuovo Cda?”

Interviene Gennaro Campanile: “I componenti del precedente Consiglio di Amministrazione hanno inviato al Consiglio comunale una memoria scritta”. “Dalla lettura del documento sembrerebbe di capire che Canafoglia abbia esagerato nel dipingere la situazione economico-finanziaria”

di GENNARO CAMPANILE*
SENIGALLIA – Non si è ancora sopito l’eco della relazione dell’avv. Canafoglia sullo stato di salute della Fondazione Città Di Senigallia che Michelangelo Guzzonato, Daniele Corinaldesi, Francesco Mancini (componenti del precedente Consiglio di Amministrazione) hanno inviato al Consiglio comunale una memoria scritta.
Il tono, la forma ed il contenuto non sono quelli di un contraddittorio. Dalla lettura del documento sembrerebbe di capire che Canafoglia abbia esagerato nel dipingere la situazione economico-finanziaria senza inserirla nel contesto degli accadimenti che l’hanno determinata e che hanno permesso alla Fondazione di aumentare enormemente il livello qualitativo dei servizi erogati.
Secondo gli estensori, il buco di bilancio di oltre 4 milioni e mezzo nel periodo 2015-20 sarebbe in realtà più che dimezzato tenuto conto degli ammortamenti e svalutazioni immobiliari. Quella indicata da Canafoglia è la perdita di gestione mentre quella dei relatori della memoria è riferita solo alla parte finanziaria; rappresentano due punti di vista differenti della stessa realtà.
I relatori hanno spiegato come l’adeguamento della struttura agli standard sanitari previsti  per le Cure Intermedie e di RSA abbia comportato investimenti ingenti e maggiori spese correnti a cui non sono corrisposti circa 750.000 euro di entrate all’anno da parte della Regione.
Che cosa vuole dire? Che la Fondazione ha erogato servizi non pagati (allora bisogna intentare causa alla Regione) oppure che è stato assunto personale ed attivati servizi che sarebbero serviti solo con la convenzione che non è stata siglata e che ora pesano come macigni.
Sicuramente non ci si è avventurati in un investimento così corposo senza aver prima avuto tutte le assicurazioni del caso. Chi non ha rispettato di accordi esponendo la Fondazione e spese così importanti? Questo dovrebbero sapere i senigalliesi.
Canafoglia indica che la Fondazione ha ricevuto parecchi soldi da Autostrade ma che deve restituirne una parte. Purtroppo non li ha tutti nel “bussolotto” e mancherebbero tre milioni, non due euro. Il Tribunale prima ha riconosciuto un indennizzo di oltre 17 milioni, poi l’ha ridotto di 10 milioni. I relatori scrivono che con Autostrade era stato trovato un accordo (per evitare il Tribunale, ndr), di circa 15 milioni. Chi si è tirato indietro e quando, prima o dopo la prima sentenza? Anche questo dovrebbero sapere i senigalliesi.
Infine un ultimo punto. I relatori parlano di 41 milioni di immobilizzazioni ma consuntivo 2020 la cifra è diversa. Nessuno poi ha parlato dei proventi della gestione patrimoniale che sono diverse centinaia di migliaia di euro. E’ comprensibile che i proventi della gestione patrimoniale siano utilizzati a favore dell’aspetto sociale e quindi essere esplicitati.
Il grido di allarme, così come è stato esplicitato nella parte terminale della relazione dell’avv. Canafoglia, usa questi termini: “La Fondazione, dal punto di vista economico, non è in condizione tecnica di dissesto…ricorrendo ovviamente all’erosione del proprio patrimonio mobiliare ed immobiliare” sembra esagerata tanto più che la dicitura “in condizione tecnica di dissesto” ha un significato ben preciso nel linguaggio tecnico, fa tremare i polsi, anche se usata in negativo, riferendosi alla liquidità reale e potenziale.
Mentre stiamo scrivendo queste righe è stata diramata la notizia delle dimissioni dell’avv. Canafoglia e di quattro consiglieri, avvenuta (sembra) per la situazione in cui verserebbe la Fondazione. Urge a questo punto fare chiarezza nel più breve tempo possibile.
“Consigliere comunale Amo Senigallia

 

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