“Anche il futuro delle Marche è legato a quello dell’Europa”

“Anche il futuro delle Marche è legato a quello dell’Europa”

Con un messaggio augurale del presidente del Parlamento europeo Davide Sassoli, letto da Massimo Bello, si è aperta a Senigallia una conferenza sulle prospettive della comunità

SENIGALLIA – Si è aperta, nella sala Giuseppe Orciari del Comune di Senigallia, la conferenza sul futuro dell’Europa con il messaggio augurale del presidente del Parlamento europeo Davide Sassoli, affidato ad una lettera. letta dal presidente del  Consiglio di Senigallia e vice presidente dell’Aiccre Marche, Massimo Bello.

“Incoraggiare un’Europa che discute – ha scritto Sassoli – significa sburocratizzare la democrazia  e rendere i cittadini protagonisti di questa grande comunità”.

Con la presenza di pubblico nell’aula consiliare di Senigallia e la diretta streaming della conferenza, sono arrivati i saluti del sindaco Massimo Olivetti e quelli del consigliere regionale Luca Santarelli, che ha portato il saluto dell’Assemblea legislativa delle Marche e del presidente Dino Latini.

Massimo Seri, sindaco di Fano e presidente dell’Aiccre Marche, che ha aperto i lavori della conferenza, ha sottolineato come “l’incontro di Senigallia è occasione per discutere di Europa e per cogliere la grande opportunità della conferenza sul futuro dell’Europa, proprio per avviare una fase di rinnovamento e di rilancio delle  istituzioni europee, ma anche di prendere consapevolezza della necessità di avere una Europa coesa, unita e forte.

“Dobbiamo tutti – ha poi aggiunto Massimo Seri – essere partecipi di questo rilancio, dobbiamo  esserne parte come  cittadini, come istituzioni e come territori; anche il futuro della nostra regione è  legato al futuro della nostra Europa”.

Massimo Bello, invece, si è soffermato su alcuni aspetti utili a ragionare sul futuro dell’Europa, cominciando dalla modifica dei Trattati istitutivi per giungere a categorie quali lo Stato di diritto, le libertà fondamentali nella giurisprudenza della corte europea dei diritti dell’uomo e del diritto d’iniziativa del Parlamento europeo.

“L’UE – ha affermato Massimo Bello – è uno straordinario progetto di integrazione regionale, che si è sviluppato con successo, ma oggi è necessario un cambio di rotta: trasformare le debolezze della governance interna in una sorta di rinascita costituzionale, prevedendo una riforma seria e puntuale dell’architettura europea”.

Subito dopo l’intervento del professor Giovanni Di Cosimo, ordinario di diritto costituzionale all’Università di Macerata, che ha raccontato il cammino europeo dell’ordinamento italiano nell’ambito della giurisprudenza delle corti costituzionali dei Paesi membri e della Cedu.

E’ stata poi la volta del dottor Paolo Meucci, funzionario dirigente della Commissione Affari costituzionali del Parlamento europeo, il quale si è soffermato sull’Europa fra recovery e futuro dell’UE.

Marco Celli e Marco Zecchinelli, infine, hanno parlato del Manifesto di Ventotene e dell’Europa federale, passando per le riforme necessarie ed utili per una nuova Unione Europea.

 

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