CENTROIN PRIMO PIANOPOLITICA

Paradisi: “Il progetto allo stadio affossato per scelta politica. Altro che vincoli”

Paradisi: “Il progetto allo stadio affossato per scelta politica. Altro che vincoli”

L’esponente di Unione Civici Marche torna sulla “querelle” dell’iniziativa Conad e svela un retroscena politico

di ELPIDIO STORTINI

SENIGALLIA – “Affermare che le mura intonacate e disegnate dello stadio Bianchelli siano state tutelate dalla Soprintendenza è una interpretazione di comodo che non regge. La volontà dell’Amministrazione è stata quella di fermare il progetto fin dall’inizio”. Parole chiare e dure quelle di Roberto Paradisi, portavoce di Unione Civici Marche che, in una nuova diretta social, ha svelato questa mattina anche un retroscena: l’attuale assessore Pizzi, fin dalle riunioni elettorali del centro-destra, si era sempre dichiarato contrario al progetto perché non voleva un nuovo supermercato e temeva il traffico.

“Come nella scena di Benigni, nelle vesti di Jonny Stecchino, a Palermo – ha ironizzato Paradisi – Pizzi evocava il traffico quale insuperabile problema e nemmeno sapeva che Conad, prima di aprire il nuovo punto vendita, avrebbe chiuso ben due supermercati di quartiere. Abbiamo a che fare con chi non conosce i documenti. Onestà intellettuale avrebbe voluto che si dichiarasse, da subito, i propri intendimenti senza scaricare su altri le responsabilità e senza forzare i dati documentali”.

Roberto Paradisi ha letto in diretta alcuni passaggi sia della delibera 113/2020 della Soprintendenza, sia il parere (“perché di parere si tratta all’interno del procedimento amministrativo” ha voluto specificare l’esponente del centro-destra in polemica con la sua stessa maggioranza) dei responsabili dell’istruttoria. In effetti, ciò che risulta da detta relazione del 2 dicembre 2020 è l’esigenza di tutela della struttura architettonica dell’ingresso con i suoi apparati decorativi.

“Nella relazione (vale a dire il parere degli istruttori) – ha spiegato questa mattina Paradisi – non si valorizzano mai le mura. E quando nella delibera 113 del successivo 20 dicembre si parla di tutela del ‘lato di ingresso originario’ si fa espresso riferimento ai contenuti del parere richiamati formalmente dalla delibera stessa. Ergo, al monumento e alla sua prospettiva, alle decorazioni e alla necessità di lasciare libera l’area antistante lo stadio per lasciare la visuale libera delle due opere fasciste: ingresso monumentale e palazzo del liceo Classico. Nulla di più. Si poteva fare un progetto rispettando tutto il perimetro, mantenendo l’ingresso monumentale e le statue. Un’ipotesi già in campo, come noi di Unione Civici Marche abbiamo dimostrato”.

Ma, nell’occasione, Roberto Paradisi è andato oltre. “Se poi si voleva dare una interpretazione forzata, l’Amministrazione avrebbe potuto entro i successivi 30 giorni presentare ricorso, come prevede il Codice dei beni culturali, e aprire un dialogo con la Soprintendenza per portare a casa un risultato storico. Ma non lo ha fatto, costringendo Conad alla resa. Conad si è scontrata con un muro di gomma”.

 

QS – RIPRODUZIONE RISERVATA - www.quisenigallia.it

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *