“Cinquecento ragazzi inascoltati e ignorati dall’Amministrazione comunale”

“Cinquecento ragazzi inascoltati e ignorati dall’Amministrazione comunale”

Hanno chiesto “di poter studiare nella biblioteca, che presenta degli orari inaccettabili per qualsiasi studente e per qualunque fruitore”

di GIOVANNI MARGIOTTA*

SENIGALLIA – Nel mese di gennaio oltre 500 ragazze e ragazzi della nostra città, e non solo, hanno sottoscritto una petizione per richiedere l’ampliamento degli orari della biblioteca comunale. Da alcuni mesi restiamo inascoltati e ignorati dall’Amministrazione. Una richiesta doverosa con la quale si chiede semplicemente di poter studiare nella nostra biblioteca, che presenta degli orari inaccettabili per qualsiasi studente e per qualunque fruitore della stessa.

L’Amministrazione ha avuto sollecitazioni da più fronti: dai singoli cittadini mobilitatisi sui social alla petizione, dall’interrogazione scritta del capogruppo Pd Dario Romano rivolta all’Assessore alla Cultura Riccardo Pizzi all’emendamento proposto per destinare 13.500,00 euro ai servizi della biblioteca comunale cercando di far fronte alle richieste della petizione.  Nessuna parola di apertura, nessun tentativo per soddisfare, almeno in parte, le nostre richieste, nessun impegno concreto da parte dell’Amministrazione.

Anche in questi giorni, in cui gli studenti universitari possono godersi un soggiorno più lungo a Senigallia grazie alle varie festività, siamo costretti a scegliere se tornare nelle nostre città universitarie, se andare a studiare in altre biblioteche o se rimanere nella biblioteca comunale sacrificando ore e ore di studio.

Ancora oggi la nostra biblioteca è aperta soltanto 31 ore e 30 minuti a settimana, con chiusure nel weekend, il lunedì e venerdì pomeriggio e con una chiusura di due ore (dalle 13:30  alle 15:30) nei restanti giorni della settimana. Poco, troppo poco per una città quale Senigallia e per uno spazio importante non solo per i senigalliesi, ma anche per tutti i cittadini della vallata. Un numero impietoso se messo a confronto con altre biblioteche limitrofe, non è necessario infatti arrivare a Bologna per avere un distacco ingente: a Jesi e Osimo la biblioteca è aperta 40 ore settimanali, a Fano 50, raggiungendo quasi 20 ore in più di apertura settimanale.

Cinquecentoquarantasei persone hanno firmato la petizione, molte altre ne condividono il contenuto, ma, nonostante ciò, non è cambiato nulla. Per molto meno, nella nostra città sono spuntati comitati in ogni dove. Non vorrei, non vorremmo arrivare a questo. È una richiesta partita dal basso, da chi quotidianamente frequenta l’aula studio e che chiede soltanto di poter studiare in un luogo adatto alle proprie esigenze. L’intento della petizione, infatti, è quello di consegnare alla nostra città uno spazio che le spetta, che possa essere davvero luogo di studio, di cultura e di aggregazione: Senigallia, compreso tutto il suo hinterland, necessita di avere una biblioteca comunale pienamente funzionante. Queste voci, quelle dei giovani, non possono rimanere inascoltate: l’ampliamento degli orari di apertura della biblioteca deve essere una priorità della politica locale. Si faccia ora, si faccia subito!

*Promotore della petizione

QS – RIPRODUZIONE RISERVATA - www.quisenigallia.it

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