Il Gruppo Fai di Senigallia rilancia l’Oasi naturalistica di San Gaudenzio come “Luogo del cuore”

Il Gruppo Fai di Senigallia rilancia l’Oasi naturalistica di San Gaudenzio come “Luogo del cuore”

 SENIGALLIA – Dopo Palazzo Gherarardi, il Gruppo Fai di Senigallia sostiene l’Oasi Naturalistica di San Gaudenzio come  Luogo del Cuore per il 2022.

Già dal 12 di Maggio e fino al 15 Dicembre si potrà votare sul sito del Fai Nazionale  o firmare presso la Libreria UBIK,  Corso 2 Giugno, Senigallia.

I luoghi che raggiungeranno la soglia dei 2500 voti, potranno ricevere un contributo nazionale  destinato alla tutela e la valorizzazione del bene, grazie alla collaborazione con Intesa San Paolo.

Questa iniziativa riporta l’Oasi al centro del dibattito culturale cittadino e non solo.

Il Gruppo FAI di Senigallia auspica un progetto  di recupero e valorizzazione che consenta di aprire al pubblico questo luogo come Oasi Naturalistica per uso didattico, ricreativo, sportivo e turistico, sulla scia della strategia di un turismo verde o ecoturismo, che può rappresentare una integrazione importante con l’offerta balneare estiva ed un punto di riferimento per visite ed escursioni per tutto il territorio marchigiano.

L’Oasi ha infatti una dimensione ragguardevole di circa 32 ettari, tutti nel verde, ed è a soli 4 Km da Senigallia. Al suo centro ci sono 2 laghetti con vegetazione palustre, e poi  boschi, oliveti e soprattutto una ricca fauna, tanto che nel 2005 è stata istituita come Oasi Faunistica.

Il luogo deve il suo Nome al sarcofago dedicato a San Gaudenzio venerato, sembra, dalla Regina Longobarda Teodolinda che, alla fine del 500, fece costruire nella zona una chiesa ed un monastero.

Nel luogo era presente anche una sorgente utilizzata già nel ‘500, per rifornire l’acquedotto di Senigallia, e nell’800 venne individuata una sorgente termale con acqua sulfurea medicamentosa.

Ma nella memoria della città il luogo è ricordato per la Fornace, presente già nel 1700, e poi utilizzata dal 1885 dalla Società Italiana Cementi.

I forni vennero spenti nel 1947 e l’edificio rappresenta, pur nel degrado attuale, un pregevole esempio di archeologia Industriale (l’unico rimasto a Senigallia)

L’area successivamente rimase come luogo di estrazione del gesso collegato, addirittura con una ferrovia, agli stabilimenti del porto, dove si trasformavano gli estratti della Cava.

Il Gruppo Fai di Senigallia  rilancia l’interesse sull’Oasi dopo che diversi progetti di associazioni ambientaliste per il recupero dell’area sono rimasti sulla carta, ma, ora che la riqualificazione ambientale è al centro dell’azione politica del nostro Paese, è impensabile che  un’area cosi importante dal punto di vista ambientale  non venga tutelata e valorizzata per essere messa al servizio della collettività.

Il Luogo del Cuore è sostenuto dal Comitato: Apriamo l’Oasi Naturalistica di San Gaudenzio.

QS – RIPRODUZIONE RISERVATA - www.quisenigallia.it

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