CENTROIN PRIMO PIANOPOLITICA

“Dopo la tragica alluvione non vogliamo più sentir parlare di eventi imprevedibili ed eccezionali”

“Dopo la tragica alluvione non vogliamo più sentir parlare di eventi imprevedibili ed eccezionali”

Polemica presa di posizione del Coordinamento dei Comitati alluvione maggio 2014 – 2022. “Una domanda la vogliamo fare pubblicamente: è possibile che un fiume periodicamente crei morte e danni o semplicemente ci costringa a salire ai “piani alti”, per chi ce li ha?”. “Il problema è sotto gli occhi di tutti, il fiume è pericoloso e da decenni non sono stati fatti i lavori necessari per mitigare il rischio idrogeologico”

SENIGALLIA “Oggi, come nel 2014, piangiamo i nostri morti e dobbiamo far fronte ai tanti danni che il nostro territorio da Senigallia ad Arcevia ha subito”. Inizia così un documento diffuso oggi dal Coordinamento dei Comitati alluvione maggio 2014 – 2022.
“Come Coordinamento – si legge sempre nel documento – siamo stati in silenzio dall’ennesimo evento catastrofico dello scorso 15 settembre, sia perché direttamente colpiti e quindi impegnati a spalare il fango, sia per il doveroso rispetto per le vittime decedute ed ai loro cari a cui va la nostra vicinanza, conoscendo quel dolore e quella rabbia.
“Ancora una volta, come il 3 maggio 2014, si ripete una catastrofe e questa volta ancora più violenta e imponente, aggiungendo ferite a quelle ancora aperte.
“Se qualcuno pensa che ci tireremo indietro per far valere le ragioni di tanti alluvionati e per chiedere che il Misa venga sistemato si sbaglia!
“Abbiamo dato prova di essere liberi e determinati nello stare in un processo penale per 8 lunghi anni, oggi trasferito a L’Aquila e soprattutto di non fare alcun sconto a nessuno, come dimostrato ad esempio nel seguire costantemente ed attivamente tutte le dinamiche del Contratto di Fiume del bacino idrografico Misa -Nevola.
“Lo stesso faremo di fronte a questa ennesima alluvione che ha messo in ginocchio la nostra Comunità e lo faremo senza fermarci davanti a nulla ed a nessuno, oggi più convinti che mai che dobbiamo lottare tutti insieme per ottenere i risarcimenti dei danni e per far sistemare questo Fiume una volta per tutte.
“Non vogliamo più sentir parlare di eventi imprevedibili ed eccezionali, giustificazione usata da chi nel 2014 è andato sotto processo.
“Questa volta l’acqua caduta è stata sicuramente superiore, ma in alcuni Comuni che hanno subito l’alluvione è mancata l’allerta alla popolazione.
“Una domanda la vogliamo fare pubblicamente: è possibile che un fiume periodicamente crei morte e danni o semplicemente ci costringa a salire ai “piani alti”, per chi ce li ha?
“Il problema è sotto gli occhi di tutti, il fiume è pericoloso e da decenni non sono stati fatti i lavori necessari per mitigare il rischio idrogeologico!
“Anche questa volta ci saremo in questa battaglia, perché tale è, contro una Pubblica Amministrazione che da decenni non si preoccupa della incolumità dei propri cittadini.
“Ci saremo nel giudizio penale per accertare le responsabilità di questa alluvione maledetta, perché anche stavolta le responsabilità ci sono, variegate, ma ci sono.
“Unitevi a noi in questa battaglia, ma soprattutto dopo i primi momenti di rabbia non fate come per l’alluvione del 2014 quando purtroppo in molti ci avete lasciati soli, dove spesso siamo stati attaccati come incantatori di masse, quando gridavamo che il nostro fiume non era in condizioni di sicurezza accettabile.
“Abbiamo sempre sostenuto che la grande responsabilità di queste catastrofi è di chi usa il territorio e la sua pianificazione per interessi privati, ben lontani dalla difesa del territorio come bene comune e della vita e del bene dei cittadini, da sacrificare senza scrupoli ai propri interessi economici”.
“A ciò si aggiunge un’inadeguatezza, superficialità e incoscienza, dimostrate dalle notizie uscite riguardanti ipotesi di gravi irregolarità di carattere penale rivolto ai funzionari di Enti che dovrebbero occuparsi della sicurezza dei corsi d’acqua.
“Riscontriamo una continuità nella conduzione della politica (o meglio della non politica) del territorio ormai pluridecennale, una continuità che scavalla anche le appartenenze ideologiche diverse di amministrazioni comunali e regionali.
“Purtroppo l’alluvione del 2022 è figlia delle stesse problematiche di quella del 2014: nessuno ci credeva nel 2014 ma oggi tutto quello che dicevamo allora il 15 settembre 2022 si è rivelato terribilmente vero!
“Ora non possiamo più permetterci un’altra alluvione.
Occorre velocemente:
1- Definire i risarcimenti dell’alluvione del 2014
2- Predisporre un progetto globale di messa in sicurezza del bacino idrografico del fiume Misa – Nevola e programmare e realizzare gli interventi necessari
3- Chiedere ed ottenere i risarcimenti per questa alluvione, che rispetto a quella del 2014 ha messo in ginocchio la nostra Comunità e che senza un intervento economico difficilmente si risolleverà
“A breve inizieremo ad organizzare incontri per unire le forze e per evitare che qualcuno ci divida: la sicurezza del fiume è un bene di tutti!”, conclude il Coordinamento dei Comitati alluvione maggio 2014 – 2022

 

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