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Il post alluvione a Senigallia, Campanile: “Meno demagogia e più risposte ai cittadini”

Il post alluvione a Senigallia, Campanile: “Meno demagogia e più risposte ai cittadini”

di GENNARO CAMPANILE*

SENIGALLIA – Sono passate tre settimane dall’alluvione e il dopo emergenza è ancora lontano dalle necessità dei cittadini.

A più di venti giorni dal disastro che ha messo in ginocchio parecchi concittadini non è ancora disponibile la modulistica per la richiesta di contributi per i danni sostenuti, neanche per l’importo provvisorio che sarebbe dovuto essere immediato (5.000€ per le persone/famiglie e 20,000€ per le attività).

Si parla di un papier di 18 fogli, non si sa bene (perché le informazioni non sono date) se fermo in Regione o a Roma anche se alcune cose sono scontate, come la necessità di documentazione fotografica e/o cartacea dei danni subiti e dell’acquisto, la perizia di un tecnico (più che consigliabile).

Ecco perché i gazebo installati in alcuni punti del territorio e presidiati da personale del Comune e della Caritas (4 mattine in orario lavorativo e riservati a chi ha dovuto abbandonare le proprie abitazioni, alcuni posizionati in posti sbagliati)  sono sembrati più un’operazione di marketing che la fornitura di un vero e proprio servizio (che per fortuna ha interessato poche decine di persone che sarebbero potute essere gestite con molto minore dispendio di energie) anticipando quello che già si sa essere necessario o utile. Sarebbe stata anche una occasione importante per ascoltare il territorio e per verificare come ha funzionato il sistema dell’allerta. Nel gazebo di via Tevere, ad esempio, parecchi abitanti a ridosso proprio del fiume hanno segnalato ad Amo Senigallia che non è passato nessuno ad avvisarli, contrariamente alle certezze espresse dal Sindaco nella seduta consigliare del 29/09/22 su specifica segnalazione proprio di Amo Senigallia. L’ordine è stato dato ma non eseguito? Sarebbe gravissimo.

I consiglieri di maggioranza Liverani e Da Ros, sembrerebbe in qualità di “Consiglieri (delegati?) sovrintendono, per conto del Comune, a tutto l’anbaradan organizzativo che segue le fasi concitate dell’emergenza in senso stretto a partire dalle riunioni tecniche.  Delegati da chi? Non è arrivata infatti nessuna comunicazione al riguardo. Non sarà che i due valenti Consiglieri hanno solo una delega a voce mai formalizzata? Sarebbe incredibile per un Sindaco che in Consiglio Comunale si è vantato della mitraglia di mail/pec che invia (sostenendo che le Amministrazioni si muovono per atti e non a voce) ma anche per un Presidente del Consiglio Comunale che parla spesso come un testo giuridico.

In questa sciagurata occasione emergono anche le conseguenze delle scelte organizzative della Giunta Olivetti che ha abolito le figure dirigenziali (perché non servirebbero) salvo poi richiamarle alla prima emergenza come fatto per il Dott. Mandolini, Dirigente dei Servizi Sociali dell’Unione (nel 2016 è stato il dirigente tecnico ingegnere ad essere il punto di riferimento). Anche qui non c’è traccia di investitura formale e quindi non si sa chi loro abbia coinvolto.

Infine, ancora non è stata aggiornata la viabilità nel centro storico nonostante Ponte Garibaldi sia sbarrato alle auto e ai pedoni togliendo il punto di accesso forse maggiormente utilizzato per entrare in centro. Il Sindaco Olivetti ha chiesto unità e partecipazione in Consiglio Comunale e poi non coinvolge e non comunica. Sarebbe ora di fare meno demagogia e fornire più risposte e più servizi.

*Consigliere comunale AmoSenigallia

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