Diffamazione aggravata, insegnante condannato a risarcire l’avvocato Roberto Paradisi

Diffamazione aggravata, insegnante condannato a risarcire l’avvocato Roberto Paradisi

All’imputato costeranno circa 10 mila euro i post diffamatori contro il noto professionista senigalliese

di ELPIDIO STORTINI

SENIGALLIA – Nei suoi profili social aveva preso di mira l’avvocato Roberto Paradisi (nella foto), in occasione della campagna elettorale del 2015 quando il legale, oggi portavoce del think tank “Unione Civici Marche”, si era candidato a sindaco per il centrodestra.

In particolare, il senigalliese R.D.A, insegnante di scuola di 48 anni, si era lasciato andare in diverse occasioni a ingiurie diffamatorie sui social, condite da veri e propri insulti vergati anche in termini gergali fino ad associare l’avvocato Paradisi ai “candidati impresentabili” con la pubblicazione della espressione  “non votiamo i condannati in via definitiva” riferendosi ad un semplice contenzioso per una multa per divieto di transito in zona a traffico limitato.

E così, dopo la condanna penale in primo grado (800 euro di multa) inflitta dal Gip di Ancona, a seguito di rito abbreviato per il reato di diffamazione aggravata continuata, è arrivata la conferma della condanna da parte della Corte di Appello di Ancona (a cui R.D.A. si era rivolto con impugnazione del proprio legale, Corrado Canafoglia).

Nelle motivazioni, la Corte respinge la linea difensiva dell’imputato che aveva evocato l’esimente della “critica politica” (“è evidente – scrive la Corte – che espressioni come ‘pijetela ander c…’ non possono trovare spazio nell’ambito della dialettica politica”) e sottolinea come sia stata peraltro attaccata la sfera morale e professionale dell’avvocato Paradisi.

Inoltre, la Corte ha spiegato che non è applicabile l’esimente del diritto di critica quando l’agente “manipoli le notizie o le rappresenti in modo incompleto in maniera tale che ne risulti stravolto il fatto” in riferimento alla suggestione sul “condannato in via definitiva” in relazione ad una banale sanzione amministrativa (peraltro oggetto di lunga disputa politica di cui si occupò la stampa tra l’allora consigliere comunale Paradisi e l’Amministrazione comunale circa l’interpretazione della “circolazione” in senso tecnico in area a traffico limitato).

“Risulta pacifico – scrivono i giudici di appello nelle motivazioni uscite in queste ore – che Paradisi non ha subito condanne penali. Non possono quindi considerarsi lecito esercizio del diritto di critica politica i post in cui il nominativo della persona offesa viene associato ai cosiddetti candidati impresentabili in quanto pregiudicati”.

Oltre alla condanna penale, R.D.A. dovrà risarcire 5 mila euro a titolo di danni di immagine all’avvocato Paradisi (difeso dall’avvocato Genny Giuliani, costituita parte civile) e pagare le spese legali di entrambi i gradi di giudizio per oltre 4 mila euro.

“Metterò questa somma a disposizione dei progetti della rete Difesa Legittima Sicura a tutela delle donne” è stato il laconico commento del portavoce di “Unione Civici Marche” che ha aggiunto: “La dialettica politica anche aspra è cosa seria. E non è per tutti”.

 

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