“A Serra de’ Conti nessuna richiesta per riaprire le attività commerciali chiuse”

“A Serra de’ Conti nessuna richiesta per riaprire le attività commerciali chiuse”

Una argomentata lettera è stata inviata al sindaco Letizia Perticaroli. “Ci si augura che si facciano avanti persone seriamente intenzionate”

di MARIO ROMAGNOLI

SERRA DE’ CONTI – Il sindaco di Serra de’ Conti Letizia Perticaroli ci ha inoltrato il seguente testo di una lettera recapitata presso il suo ufficio e redatta da “I cittadini che hanno a cuore Serra de’ Conti“.

“Chi rende vivo un paese è chi lo abita. Serra de’ Conti, dai cittadini che non vivono e non partecipano alle attività che vi si svolgono, è definito un PAESE MORTO. Le attività commerciali ed economiche che all’interno del centro storico hanno abbassato le serrande, possono essere riaperte… il problema sta nel fatto che nessuno si fa avanti per riaprire quelle serrande.

“Si precisa che i negozi chiusi negli ultimi tempi, lavanderia, forno, bar, giornalaio, hanno sospeso l’attività non a causa dello scarso reddito prodotto dal lavoro, bensì a causa del raggiungimento e, a volte, abbondante superamento – dei limiti di età. La cartolibreria e giornalaio chiuso a gennaio 2023 aveva affisso la comunicazione del cedesi attività a dicembre 2021. La lavanderia aveva affisso la comunicazione del cedesi attività ad agosto del 2022, e così per tutti gli altri esercizi.

“Siccome i negozi possono rimanere aperti soltanto con persone che li gestiscono, si invita a fare una profonda riflessione a tutti coloro che si limitano a dire: “Il Paese sta morendo”… Ogni attività autonoma richiede sacrificio, impegno e passione, pertanto è con la presa d’atto che una svolta alla situazione attuale potrà avvenire con il fattivo mettersi in gioco di ognuno di noi, invitiamo a fare un profondo ‘mea culpa ‘. Si ricorda che chi volesse lavorare nel forno, vendere i giornali, aprire la lavanderia, avrà di certo la strada spianata… I clienti non mancheranno! Lo scrivere continuamente che il centro storico di Serra de’ Conti è morto, significa disincentivare coloro che, non serrani, vorrebbero riaprire ‘le serrande‘.

“Serra de’ Conti non è decadente… Sono i propri cittadini (che forse non la frequentano) che la vogliono affossare. Siccome ‘fa più rumore un albero che cade che una foresta che cresce’, si rende noto che: il Bar Centrale e il vecchio Forno Olivetti sono stati acquistati e che si stanno cercando persone per farli funzionare. Il centro storico non è decadente come qualcuno lo descrive… ci sono 2 negozi di frutta e verdura, un Alimentari, 2 mercerie e articoli di intimo, 4 negozi d’abbigliamento, vari parrucchieri, estetiste, 2 profumerie, 1 macelleria, 1 bar storico, 1 gioielleria, 1 fioraio, 1 ottico, e altro… Vi sembra poco?

“I nostri giovani e capaci imprenditori credono tanto nelle potenzialità di Serra de’ Conti che da 3 anni stanno investendo (utilizzando lo strumento dell’ART BONUS) per ridare al paese il posto che si merita. Con il sostegno economico delle aziende si sono recuperate dal degrado le Antiche Fonti, si stanno restaurando gli infissi lignei/storici degli edifici comunali, si restaurerà e consoliderà la torre civica e l’impianto campanario… Serra de’ Conti “è uno dei più bei centri storici dell’entroterra marchigiano”. Siamone fieri! Invitiamo le persone a recarsi da noi e non le disincentiviamo proponendo una realtà spenta e in agonia“. Ci si augura che con questa lettera si facciano avanti persone seriamente intenzionate a rilevare le attività commerciali chiuse”.

 

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