CENTROCRONACAIN PRIMO PIANOVIDEO

In corso i lavori per la messa in sicurezza del Misa, in alcune aree rifatti per la terza volta / Video

In corso i lavori per la messa in sicurezza del Misa, in alcune aree rifatti per la terza volta / Video

di ELPIDIO STORTINI

SENIGALLIA – Finalmente, a nove mesi e mezzo dalla tragica alluvione di settembre, si sta lavorando per cercare di mettere in sicurezza il fiume Misa. Ma non sempre, purtroppo, le cose vengono fatte nel migliore dei modi. E questo non può che creare preoccupazioni per il futuro.

In molte aree del Misa – a Borgo Passera, a Passo Ripe, a Casine ed a Pianello di Ostra – sono stati collocati dei massi, lungo gli argini, per cercare di contenere al meglio l’eventuale furia dell’acqua. In altre, invece, come nell’immediata periferia di Senigallia – nella zona della Marazzana – si continua a rafforzare gli argini soltanto con fango e ghiaia. Interventi, questi ultimi, in alcuni punti fatti per la seconda o per la terza volta in pochi mesi, in quanto l’acqua ha sempre spazzato via tutto, o quasi. E’ infatti inevitabile che quando c’è soltanto terra, per giunta mossa, l’acqua la porti via con maggior facilità, creando inevitabilmente dei problemi in tutta la zona.

Per cui sarebbe opportuno, visto che i danni sono stati sempre tanti, che si incominci, ovunque, a sistemare gli argini in maniera definitiva.

A tal proposito va opportunamente ricordato che, nel 2014, la Provincia di Ancona aveva ricostruito molte arginature ed erosioni lungo il letto del Misa – anche allora i danni erano stati notevoli – con materassini di pietra e rete metallica. Ed in queste aree, nonostante la tanta acqua arrivata anche nei mesi scorsi, non si è mosso niente. Le arginature hanno retto ovunque perfettamente.

Così come hanno retto gli interventi fatti, nella identica maniera, subito dopo l’ultima alluvione, in alcune zone della Cannella.

E, giustamente, ci si chiede, per quale motivo gli interventi di “riparazione” degli argini del Misa non vengono fatti ovunque con la stessa tecnica. E questo qualche politico di buona volontà, prima o poi, lo dovrà spiegare.

Come si può infatti continuare a pensare che gli interventi fatti nello stesso luogo, per la seconda o per la terza volta, a distanza di pochi mesi, immettendo soltanto terra, questa volta possano andar bene? Per cui non è difficile prevedere che, alla prossima piena, in queste aree, possa nuovamente venir giù tutto. Con rischi elevati per tutti.

Tutto questo mentre, al centro di Senigallia, è iniziato lunedì mattina l’intervento (andrà avanti per 20 giorni), per ripulire il fondale del Misa. Un’iniziativa che si attendeva da anni e che è partita soltanto adesso, in piena stagione turistica. Qui saranno asportati almeno 3.000 metri cubi di materiale (in particolare inerti e sedimenti) che si sono depositati nel tratto tra il Ponte Garibaldi ed il Ponte Perilli.

Il prelievo della ghiaia sabbiosa favorirà il deflusso delle acque di piena. I materiali, che a seguito delle dovute analisi sono risultati scevri da elementi inquinanti, vengono temporaneamente depositati in un’area comunale vicino al casello autostradale. E già si ipotizza il loro reimpiego per il ripascimento della costa.

L’importo complessivo per i lavori in corso in questo tratto del Misa è di 131.760 euro. A dirigerli è il dottor Ennio Palma mentre la responsabile dell’intervento è la dottoressa Maria Elde Fucili. Ad eseguirli è la Tecno Service Costruzioni Generali.

QUI SOTTO un video:

 

 

 

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