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Domenica ad Arcevia la presentazione (in forma di spettacolo) del libro di Marcello Marcellini e Oscar Piattella

Domenica ad Arcevia la presentazione (in forma di spettacolo) del libro di Marcello Marcellini e Oscar Piattella

ARCEVIA – Domenica 23 luglio, Arcevia ospita la presentazione in forma di spettacolo dell’ultimo lavoro letterario di Marcello Marcellini (nella foto): La Quarta Corona,  libro scritto a quattro mani con Oscar Piattella, prima della scomparsa del noto artista.

L’appuntamento è fissato alle 17 nel Teatro comunale, con la partecipazione di intellettuali, artisti e personalità particolarmente impegnati sul fronte culturale, etico, promozionale, solidale, ecologico.

I primi contributi sono quelli di Walter Angelici, Irene Calagreti, Lucio Tribellini.

Significative voci in campo e fuori campo punteggiano il ramificato programma, arricchito da video (come quello di Luis Marcellini da Buenos Aires), proiezioni, brani musicali ed opere pittoriche in mostra.

Intervengono Renato Bertini e Bruno Ceci. Seguono, anche a sorpresa, ulteriori testimonianze: squisitamente tecniche, densamente informate dalla forza degli affetti, spazianti e dichiaratamente olistiche.

A proposito di Corone, il riferimento a quelle dell’arceviese Montefortino è d’obbligo, alla vigilia della 31^ edizione della Lumaca in Festival (28-29-30 luglio) nel coinvolgente, intergenerazionale ed internazionale Villaggio Celtico.

Il filo rosso dell’itinerario letterario di Marcello Marcellini ci riporta al testo d’esordio, Breviario Gallico (2005), seguito da Il custode delle gesta, I Castori di Casa Galla, L’assassinio di Seneca.

La Quinta Corona si propone anche quale testamento spirituale di Oscar Piattella (che “viveva la pittura in maniera totale e quasi esasperata” in “quel muro sempre vuoto del suo studio… diventato spazio di verifica viscerale e vitale”, “lontano dalla congerie del mondo a riflettere…ad abbracciare quasi l’intero territorio delle Marche…”

In definitiva, “la lettura ci consegna l’impressione di un inatteso affaccio su una privatissima ‘memoria di memorie’ che, nel suo dispiegarsi, riesce a cucire assieme elementi diversi, presenza storica e sogno, illuminazioni e apparizioni…..utilizzando il filo comune dell’incantamento artistico”.

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