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Il fenomeno dei bambini di strada al centro di un incontro con padre Renato “Kizito” Sesana

Il fenomeno dei bambini di strada al centro di un incontro con padre Renato “Kizito” Sesana

SENIGALLIA – Nuovo appuntamento per la Scuola di Pace “Vincenzo Buccelletti” di Senigallia: in collaborazione con l’associazione Amani, il prossimo venerdì 10 maggio alle ore 21 sarà presente presso l’Auditorium San Rocco di Senigallia padre Renato “Kizito” Sesana, in Italia in via eccezionale in questi giorni per accompagnare alcuni ragazzi zambiani e il loro spettacolo di musica e danza “Tiyende Pamodzi” (Camminiamo insieme).

Padre Kizito, missionario comboniano e prete della diocesi keniana di Ngong, a sud di Nairobi, da trentacinque anni lavora in stretta collaborazione con la comunità di Koinonia, da lui fondata in Kenya e in Zambia e con il costante supporto dall’Italia di Amani, per il riscatto dei bambini e delle bambine di strada e per la risoluzione dei conflitti, specialmente sui Monti Nuba in Sudan.

In una recente intervista per celebrare i suoi 80 anni padre Kizito ha affermato che l’ispirazione e la motivazione che lo portano a lavorare in contesti difficili come questi è un importante insegnamento di Gesù: “Solo ciò che facciamo per amore resta, vive per sempre. Tutto il resto è sprecato. Fare per obbedire la legge ci fa schiavi, fare per amore ci libera.”

L’incontro di venerdì sera consentirà di approfondire e confrontarsi sull’attualità del fenomeno dei bambini di strada, anche alla luce dei recenti e irrisolti conflitti che segnano il continente africano, e di scoprire un punto di vista nuovo sull’attuale situazione mondiale, quello di chi vive in un continente che ci appare estremamente lontano. Da qui proprio il titolo dell’incontro: “Terra d’Africa. Il mondo visto da un’altra prospettiva”.

Ex direttore di Nigrizia, fondatore della prima rivista missionaria comboniana africana, New People, giornalista e scrittore, padre Kizito è tra i pochissimi uomini che sono riusciti a entrare clandestinamente sui Monti Nuba e ad avere rapporti con i ribelli del Sud Sudan, grazie a quel suo amore profondo per l’Africa, che non è geografia: “l’Africa per me sono le persone, i fratelli e le sorelle che in questi anni mi hanno accolto, amato, convertito, rigenerato”.

 

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