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Elena Morbidelli: “Alla vigilia delle elezioni a Trecastelli c’è uno scenario politico sconfortante”

Elena Morbidelli: “Alla vigilia delle elezioni a Trecastelli c’è uno scenario politico sconfortante”

di ELENA MORBIDELLI

TRECASTELLI – Alla vigilia delle elezioni, i cittadini di Trecastelli si trovano di fronte uno scenario sconfortante: da una parte c’è un unico candidato sindaco che critica la mancanza di responsabilità dei suoi abitanti in nome di uno spirito democratico, dall’altro lato, la “destra” esprime disperazione per non aver trovato persone disposte a mettersi in lista. E la responsabilità di tutto ciò? Voi penserete alla mancanza di fiducia verso la politica, all’individualismo esacerbato dagli anni di Covid…

E no, secondo gli attuali amministratori, i veri imputabili sono i cittadini di Trecastelli.

Ma ne siamo proprio sicuri? Non saranno forse questi i primi frutti di anni di politica sterile?

Ma fermiamoci un attimo a riflettere su cosa implica candidarsi (e magari perdere) in una piccola comunità come quella di Trecastelli.

Io vorrei raccontare la mia breve esperienza di rappresentante di un punto di vista non in linea con l’amministrazione. Significa dover scegliere tra far parte di un’associazione o essere impegnati in politica, significa mettere in difficoltà la propria associazione anche a distanza di anni, significa ricevere velate minacce per gli articoli pubblicati. Ora i fautori di tutto ciò sono diventati i paladini della Democrazia!

L’impegno politico richiede serietà, competenze e tempo. Quindi, chi, prima di candidarsi ci riflette un po’, è da considerarsi irresponsabile?

Anche come insegnante, spesso, mi sono trovava da sola, o quasi, a combattere battaglie per promuovere il senso civico e lo spirito di appartenenza ad una comunità, senza alcun sostegno istituzionale.

Lo Statuto di Trecastelli parla di difesa dei valori costituzionali, di rapporto paritetico delle tre comunità e di Democrazia. Si parla di democrazia soprattutto nella sezione riguardante i municipi, l’istituzione dei Prosindaci e dei consultori, del consigliere straniero aggiunto e del consiglio comunale dei ragazzi, cose mai attuate. Però ora in campagna elettorale: quant’è bella la parola “Democrazia”!

Ma Democrazia significa anche ricevere i cittadini, ascoltarli e magari coinvolgerli attivamente, anche quelli che hanno un’opinione diversa; dal confronto possono nascere spesso idee molto belle.

Passiamo ora all’opposizione che, cinque anni fa, scelse di allinearsi con le forze politiche di destra del territorio, allontanando coloro che volevano fare una vera lista civica al di là dei partiti. Nel far ciò si dichiararono eredi del programma di Giuseppina Fattori.

Ma lei pur di essere presente e fare reale opposizione presentò dieci anni fa una lista giuridicamente valida ma incompleta (senza tutti i posti di candidatura assegnata).

Se veramente dovesse arrivare il commissario Bassettoni di Topolino, come scherzosamente viene ipotizzato in una pagina social, ci accuserebbe ugualmente di irresponsabilità?

 

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