CRONACAIN PRIMO PIANOTRECASTELLI

Trecastelli, pugni e minacce al compagno disabile: 37enne a processo per maltrattamenti

ANCONA – Schiaffi, calci, insulti e minacce di morte. Un clima di tensione che, secondo l’accusa, sarebbe degenerato dopo un grave incidente in moto che nel 2022 ha lasciato il compagno invalido al 100 per cento. È il quadro emerso in tribunale nel processo che vede imputata una 37enne di origine moldava, accusata di maltrattamenti aggravati in famiglia nei confronti del convivente, un 46enne senigalliese.

L’uomo, oggi costretto sulla sedia a rotelle dopo aver perso l’uso delle gambe, si è costituito parte civile tramite l’avvocato Mauro Diamantini. In aula ha ripercorso la convivenza iniziata nel 2018 a Trecastelli e, a suo dire, divenuta insostenibile dopo l’incidente dell’agosto 2022.

«Prima non ho mai denunciato per non metterla in difficoltà – ha spiegato davanti al giudice – sono una persona buona e non volevo infierire». Ma dal 2022, ha raccontato, le offese e le aggressioni si sarebbero fatte sempre più frequenti.

Secondo la ricostruzione dell’accusa, la donna lo avrebbe ripetutamente accusato di non poterle dare un figlio, arrivando a rivolgergli frasi minacciose: «Se non mi fai avere questo figlio te ne farò pentire, ammazzo te e tua figlia e vi seppellisco vicino alla capretta». Parole che, stando alla denuncia presentata nel febbraio 2025 al commissariato di Senigallia, sarebbero state pronunciate più volte nel corso della relazione.

Il 46enne ha riferito anche di essere stato insultato per la sua condizione di disabilità e di aver subito vessazioni quotidiane, come l’impossibilità di ricevere amici in casa o la presenza di tappeti sistemati – a suo dire – per ostacolare i suoi movimenti con la carrozzina.

L’ultimo episodio che avrebbe spinto l’uomo a rivolgersi alla polizia risale al febbraio 2025. Uscendo di casa con la figlia minorenne avuta da una precedente relazione, avrebbe trovato un piatto della cena appoggiato nella propria auto. Ne sarebbe nato un litigio per il mancato sparecchiamento, culminato – secondo la denuncia – con la donna che gli avrebbe sbattuto il cibo in faccia, colpendolo con schiaffi e minacciandolo di morte.

Già nell’ottobre 2024 si sarebbe verificata un’aggressione più grave. Durante una cena con un’amica, la 37enne avrebbe impugnato una brocca di birra avvicinandosi al compagno. «Ho spinto il tavolo in avanti, era l’unica cosa che potevo fare per difendermi», ha raccontato il 46enne. Nella colluttazione sarebbe caduto dalla carrozzina, venendo colpito con calci e pugni. La testimone presente quella sera, ascoltata in aula, ha riferito di aver visto l’imputata aggredirlo anche con morsi sulla schiena. Nei confronti della donna era stato disposto anche un divieto di avvicinamento con braccialetto elettronico, misura che in udienza è stata revocata con il consenso delle parti.

L’imputata, difesa dall’avvocato Franco Gaudio, ha sempre respinto ogni accusa. Sarà ora il tribunale a valutare le testimonianze e la documentazione acquisita per stabilire se le condotte descritte integrino il reato contestato.

Il procedimento proseguirà nelle prossime udienze con l’esame degli ulteriori testimoni.

 

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