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EDRA Costruzioni lancia EDRA 5.0: un ecosistema tecnologico che cambia il cantiere

SENIGALLIA – EDRA Costruzioni Soc. Coop. ha presentato ufficialmente EDRA 5.0, il proprio ecosistema tecnologico proprietario: un progetto nato dall’interno, costruito mattone su mattone dalla Business Innovation Unit guidata dall’ing. Pier Maria Cundari, pensato per trasformare radicalmente il modo in cui si lavora in cantiere. L’annuncio è avvenuto durante la riunione del Consiglio di Amministrazione convocata per l’approvazione del progetto di bilancio, quasi a sottolineare che per EDRA innovazione e solidità aziendale non sono mai state dimensioni separate, ma le due facce della stessa medaglia.

La notizia arriva al termine di un periodo in cui EDRA ha dimostrato, fatti alla mano, di essere qualcosa di più di una semplice impresa edile. Per capirlo davvero bisogna andare ad Ancona, all’Istituto Volterra-Elia di Torrette, e immaginare cosa significhi operare all’interno di una scuola in piena attività, con studenti in classe, professoresse nei corridoi, personale che apre e chiude porte, e nello stesso tempo tagliare fisicamente oltre duecento pilastri portanti per inserire al loro interno isolatori sismici di ultima generazione. La stessa tecnologia che in Giappone protegge le infrastrutture critiche dai terremoti più devastanti. Un’opera di ingegneria civile tra le più complesse mai realizzate su un edificio scolastico nel Centro Italia, consegnata alla Provincia di Ancona nei tempi esatti previsti dal contratto, senza un giorno di ritardo, in un biennio segnato da rincari feroci di materie prime ed energia che hanno messo in ginocchio decine di imprese del settore. Non è stato solo un cantiere. È stata una dichiarazione di intenti, la prova più concreta che EDRA è un’impresa che mantiene quello che promette, anche quando il mondo intorno cambia le regole a partita in corso.

Ma la solidità strutturale delle opere, per quanto straordinaria, non racconta l’intera storia. Negli stessi mesi in cui le squadre di EDRA lavoravano sotto i pavimenti del Volterra-Elia, la cooperativa portava a termine un percorso di certificazione che dice molto su come questa impresa si concepisce nel mondo. La Certificazione SA8000 per la Responsabilità Sociale d’Impresa, lo standard internazionale più rigoroso per la tutela dei diritti umani lungo tutta la filiera produttiva, seguita dal conseguimento della Certificazione UNI PdR 125:2022 per la Parità di Genere. Non sono premi alla carriera, non sono trofei da esporre in sala riunioni. Sono impegni formali, verificati da enti terzi indipendenti, che vincolano l’azienda a comportamenti precisi nei confronti di chi lavora al suo interno e di chi collabora dall’esterno. Il presidente dott. Gabriele Gentili lo dice con la semplicità di chi ha le idee chiare: “Abbiamo scelto di potenziare le nostre competenze, creando uno strumento concreto che rendesse il cantiere un ambiente più ordinato, controllabile e sicuro per chi vi lavora quotidianamente”. Un cantiere più giusto, prima ancora che più efficiente. Una visione che parte dalle persone e torna alle persone, passando attraverso la tecnologia.

Ed è esattamente qui che entra in scena EDRA 5.0, con tutta la sua portata innovativa. L’ecosistema tecnologico sviluppato internamente dalla Business Innovation Unit non è un software comprato su catalogo, non è una piattaforma di gestione cantieri come tante altre disponibili sul mercato. È qualcosa di diverso e di più ambizioso: un sistema integrato progettato dall’interno, costruito sull’analisi meticolosa dei processi operativi reali di EDRA, alimentato da mesi di ricerca condotta anche a livello internazionale alla ricerca di nuovi metodi costruttivi e di soluzioni capaci di abbattere i costi di produzione in un mercato sempre più difficile e competitivo. Un sistema capace di far dialogare tra loro i diversi flussi di lavoro che si intrecciano ogni giorno in un cantiere moderno, dove si muovono contemporaneamente maestranze di specializzazioni diverse, fornitori, direttori lavori, coordinatori per la sicurezza, referenti della committenza. Flussi che troppo spesso si sovrappongono, si perdono, generano attese e malintesi che costano tempo e denaro. EDRA 5.0 è la risposta concreta a questo problema: riduce i tempi morti, elimina le inefficienze, rende più lineare e tracciabile la comunicazione tra tutte le figure coinvolte, restituendo ordine e controllo a un ambiente per sua natura complesso e dinamico.

Il mondo della cooperazione edile italiana se n’è accorto. Il 19 marzo scorso i vertici nazionali di Legacoop Produzione e Servizi sono arrivati appositamente a Senigallia per vedere con i propri occhi cosa stesse accadendo in questa cooperativa marchigiana. Non una visita di cortesia, non un passaggio istituzionale di routine: una visita motivata da una curiosità genuina, quella che si accende quando si sente parlare di qualcosa che funziona davvero. E il terreno era stato preparato, a Bologna, dove il consigliere avv. Luca Antonietti aveva portato all’incontro nazionale dei costruttori cooperativi i primi elementi di questo percorso, aprendo un confronto vivace e inatteso sulle prospettive di innovazione nel comparto.

Parole che avevano evidentemente colpito nel segno, se i vertici nazionali del settore hanno poi scelto di venire fin qui, sulle rive dell’Adriatico, per ascoltare direttamente dalla voce dei protagonisti come stesse nascendo qualcosa di nuovo.

La realtà è che EDRA non si è limitata a modernizzarsi. Si è reinventata, con la discrezione e la determinazione di chi sa che il lavoro vale più delle parole e che i risultati parlano sempre più forte di qualsiasi comunicato. Lo ha fatto in un momento storico particolarmente difficile per il settore delle costruzioni: il progressivo esaurimento delle risorse del PNRR ha lasciato molte imprese edili alla ricerca affannosa di nuovi modelli di sviluppo, sospese tra un passato di incentivi straordinari e un futuro ancora incerto. In questo scenario, la cooperativa senigalliese ha scelto una strada diversa: non aspettare che il mercato indicasse una direzione, ma costruirla da sé, con gli strumenti della ricerca, della competenza tecnologica e di una cultura d’impresa che affonda le radici in mezzo secolo di storia cooperativa.

Cinquant’anni fa un gruppo di artigiani si unì con una visione comune e una scommessa coraggiosa: che fare impresa insieme, condividendo rischi e responsabilità, fosse non solo possibile ma necessario. Oggi quella scommessa produce EDRA 5.0, un ecosistema tecnologico che guarda al cantiere di domani con gli occhi di chi il cantiere lo conosce dal profondo, lo ha vissuto in ogni sua stagione, ne ha imparato il ritmo e le contraddizioni. Non è un punto di arrivo. È la dimostrazione che da Senigallia, dalle Marche, da una cooperativa nata per volontà di persone comuni con una visione straordinaria, può partire oggi un modello capace di indicare una direzione all’intero comparto edile. Il cantiere del futuro si costruisce qui.

 

 

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