Gennaro Campanile: “Occorre rivedere il ruolo delle Consulte comunali”

Gennaro Campanile: “Occorre rivedere il ruolo delle Consulte comunali”

di GENNARO CAMPANILE*

SENIGALLIA – Per “Amo Senigallia” è arrivato il momento di rivedere il ruolo e l’ambito di azione delle Consulte comunali traendo spunti dall’esperienza sin qui maturata. A Senigallia ne esistono sei (Volontariato, Cultura, Sport, Immigrati, dei Gemellaggi e Giovani) con ruoli, radicamento, operatività e durata di funzionamento molto diversi tra loro.

Una Consulta ha senso quando aiuta l’Amministrazione nella gestione migliore del mondo che rappresenta e non certo a sostituire né gli uffici né le responsabilità decisionali che spettano agli Assessori. E’ una porta che si apre verso settori specifici della società i cui componenti hanno idealità comuni, quasi sempre legate al volontariato e prive di un collegamento tra loro e con la stessa Amministrazione. Una Consulta dovrebbe essere quindi un organismo tecnico che non fa politica a favore o contro l’Amministrazione ma che invece funge da cerniera con una parte della società civile, evita i rapporti privilegiati individuali legati alle conoscenze o alle appartenenze, rappresenta istanze diffuse e promuove la diffusione delle conoscenze e delle relazioni.

Le Consulte esistono quasi sempre nei Comuni con dimensioni similari a quelle di Senigallia ed hanno regolamenti differenti proprio perché rispondono al ruolo che l’Amministrazione intende far svolgere loro. Non sono quindi obbligatorie ma possono essere utili. In questo contesto quelle che sono legate al mondo dell’associazionismo e della rappresentanza possono svolgere un ruolo importantissimo che deve essere riscoperto, valorizzato e messo al centro della loro azione contrariamente a quanto avvenuto negli ultimi anni a Senigallia, duranti i quali le Consulte hanno perso terreno non certo per loro responsabilità e nonostante l’impegno dei Presidenti e dei rispettivi organi.

Una alternativa alla Consulta è rappresentata dall’Osservatorio, maggiormente indicato quando l’obiettivo è la conoscenza delle problematiche di una certa realtà che coinvolge più individui ognuno dei quali rappresenta in fondo se stesso e non una piccola comunità. Persone con interessi comuni e magari stessi problemi ma privi di quel filtro intermedio che permette di rendere generali istanze individuali.

Senigallia ha centinaia e centinaia di associazioni che si interessano di sociale (assistenza o immigrazione), cultura, sport e tantissimo fermento civico e tutto questo va supportato ed incoraggiato, attraverso strumenti differenti, per metterlo a disposizione della nostra comunità. Occorrerà rivedere i regolamenti di funzionamento, rimettendo in discussione le scelte fatte dando un orizzonte più idoneo ai tempi e all’esperienza maturata, senza lasciarsi condizionare dalle abitudini e dalle scelte del passato.
*Candidato Sindaco Amo Senigallia

 

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