Avviato il processo bis per la strage alla Lanterna Azzurra, in 2 verso il patteggiamento

Avviato il processo bis per la strage alla Lanterna Azzurra, in 2 verso il patteggiamento

ANCONA – Si è svolta questa mattina, ad Ancona, davanti al Gup Francesca De Palma, la prima udienza del procedimento bis per la strage, avvenuta l’8 dicembre 2018, nella discoteca Lanterna Azzurra di Corinaldo.

In quell’occasione persero la vita cinque adolescenti ed una giovane mamma di Senigallia. Ed altre 197 persone, soprattutto giovanissime, rimasero ferite, alcune delle quali in maniera grave.

Secondo quanto emerso questa mattina su 19 imputati (si tratta di 18 persone fisiche e della società di gestione della discoteca, la Magic srl), per reati contestati a vario titolo (omicidio colposo, lesioni, falso e disastro colposo) due andrebbero verso il patteggiamento (rispettivamente a 3 anni e 8 mesi e a 2 anni), mentre cinque potrebbero chiedere il rito abbreviato. Per gli altri, invece, in caso di rinvio a giudizio, si procederebbe con il rito ordinario.

Una cinquantina – delle oltre duecento parti lese – si sono costituite parte civile. L’udienza di questa mattina è stata aggiornata al 30 settembre.

Il procedimento, avviato oggi, riguarda soprattutto le carenze emerse – per la sicurezza – all’interno della discoteca di Madonna del Piano.

A risponderne sono chiamati i proprietari della struttura, i gestori, gli addetti alla sicurezza, i tecnici, i consulenti ed i componenti della Commissione di vigilanza (tra questi c’è anche il sindaco di Corinaldo Matteo Principi).

Va ricordato che quasi un anno fa – il 30 luglio -, in un altro filone dell’’inchiesta sulla strage alla Lanterna Azzurra, sei componenti della cosiddetta banda dello spray, tutti ragazzi emiliani, vennero condannati a pene comprese tra 10 anni e 5 mesi e 12 anni e 4 mesi di carcere per omicidio preterintenzionale plurimo, lesioni personali, furti e rapine.

L’accusa, in quella circostanza, era stata di aver spruzzato spray urticante – al peperoncino – all’interno della discoteca corinaldese (dove era prevista un’esibizione del cantante Sfera Ebbasta), per poter attuare furti. E questo aveva provocato una fuga in massa verso l’uscita di sicurezza dove poi sono morte sei persone.

 

 

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