“Poca trasparenza e pochi controlli”, pesanti critiche di Rifondazione al CdA della Fondazione Città di Senigallia

“Poca trasparenza e pochi controlli”, pesanti critiche di Rifondazione al CdA della Fondazione Città di Senigallia

SENIGALLIA – Presente, futuro, ma anche – e, forse, soprattutto – passato della Fondazione Città di Senigallia sono ormai da tempo al centro del dibattito politico.

Ed oggi, sulla intrigata questione, interviene nuovamente il gruppo Senigallia Resistente – Rifondazione Comunista.

“Il report reso recentemente pubblico dal CdA della Fondazione Città di Senigallia sullo stato di profonda crisi economica ed amministrativa – si legge nell’intervento – descrive una consolidata pratica di cattiva amministrazione che sembra impensabile possa essere accaduta nella democratica città di Senigallia.

“Esso è pur sempre un documento amministrativo, composto di tante cifre e provvedimenti, di conoscenza per gli amministratori, che l’Amministrazione comunale dovrebbe, oltre al dovuto esposto, meglio far conoscere perché quei soldi dilapidati erano parte del patrimonio cittadino e, se opportunamente gestito, si sarebbe dovuto trasformare, ad esempio, in migliori servizi e costi più bassi per i famigliari degli anziani ospiti”.

“L’ultima pubblicazione ci informa sulla ristrutturazione della palazzina uffici, appaltata per 1.700.000 euro è venuta a costare 7.600.000 euro. Già questo è uno scandalo ma se si entra nella pratica si resta allibiti. Il lavoro in più è stato assegnato all’impresa a trattativa privata, senza gara d’appalto, obbligatoria per legge, che sicuramente avrebbe prodotto grossi risparmi. Il tutto è stato gestito senza trasparenza e senza controlli.

“Il responsabile del procedimento infatti era il responsabile finanziario che ha provveduto a liquidare la spesa quindi, come responsabile del 1° settore affari generali, ha compilato e relazionato il bilancio ed infine ne ha certificato la conformità tecnica e la regolarità contabile con la qualifica di responsabile del servizio interessato.

“Il segretario ed il CdA dell’Ente hanno avvallato tutto questo, mentre il sindaco, gli assessori e i consiglieri comunali nulla avevano da eccepire. Eppure la legge parla chiaro: le Fondazioni, al pari di tutte le Amministrazioni, debbono nominare il revisore dei conti iscritto nell’apposito Albo. Il CdA ne era perfettamente a conoscenza tanto che lo inserisce nel suo statuto all’art. 14.

“Ora viene da chiedersi: quale validità possono avere bilanci così stilati? E’ possibile che nessuno se ne sia mai accorto? E’ possibile che Mangialardi e Romano non abbiano controllato neppure dopo averglielo scritto? Tanto per mettere la ciliegina sulla torta l’allora sindaco Mangialardi il 3 giugno 2019, rispondendo ad una nostra richiesta di incontro, negandocelo ovviamente, scriveva che: ”Il presidente Guzzonato ha espressamente affermato che tutte le pratiche erano e sono a disposizione dell’Anac. Infatti la Fondazione Città di Senigallia ancorché ente di diritto privato, è tenuta al rispetto della normativa sugli appalti pubblici”.

“Solo per il consigliere Campanile – conclude Senigallia Resistente Rifondazione Comunista – queste cose sono banalità da non discutere, anzi è meglio non discuterne affatto e spostare l’attenzione solo sulla parte riferita al contenzioso con Autostrade, in cui le responsabilità degli amministratori sono meno palesi”.

 

QS – RIPRODUZIONE RISERVATA - www.quisenigallia.it

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