“Per l’alluvione del 2014 chiediamo a Mangialardi di affrontare il processo”

“Per l’alluvione del 2014 chiediamo a Mangialardi di affrontare il processo”

Il Coordinamento degli alluvionati invita l’ex sindaco di Senigallia a rinunciare alla prescrizione per poter procedere all’accertamento della verità, alla quale anche gli indagati hanno diritto

SENIGALLIA – Dal Coordinamento degli alluvionati maggio 2014 Senigallia riceviamo: “Martedì sera, 16 novembre, in città è tornata la paura dell’esondazione del fiume.

Da quel maledetto 3 maggio 2014 quando per l’alluvione del Misa morirono 4 persone e tanti subirono danni, ogni cittadino sa che quel fiume è pericoloso, ma questa è una paura che si vuol allontanare o peggio ancora, dimenticare. I problemi però vanno affrontati e risolti e per ottenere ciò vanno prima capiti.

“Il coordinamento degli alluvionati si è sempre mosso  per ottenere la messa in sicurezza del bacino fluviale ed il risarcimento dei danni patiti a causa dell’alluvione del maggio 2014, che non fu un evento eccezionale.
“Sulla messa in sicurezza alcune azioni sono state messe in campo, ma occorre portare a termine un’attività completa di manutenzione ed efficientamento delle procedura di allerta per scongiurare il rischio di un altro evento catastrofico.

“Quanto ai risarcimenti dei danni ci  battiamo da anni per far emergere una verità che qualcuno vuole tener nascosta, celandosi dietro un “singolare “ procedimento penale che dopo tutto questo tempo  tra rinvii lunghi e sorprese continue arriverà il 26 novembre davanti al Tribunale di L’Aquila, dopo che quello di Ancona si è dichiarato incompetente per aver scoperto a distanza di oltre 6 anni dall’accaduto della presenza di un giudice anch’esso alluvionato.

“E’ possibile che nell’udienza del 26 novembre il Tribunale di L’Aquila decreti l’intervenuta prescrizione dei reati contestati, quanto meno per buona parte di essi,  ed allora chiediamo pubblicamente agli indagati e su tutti a Maurizio Mangialardi, quale ex Sindaco di Senigallia ed aspirante governatore della Regione Marche, di rinunciare alla prescrizione ed affrontare con coraggio il processo penale per procedere all’accertamento della verità, alla quale anche gli indagati hanno diritto!.

“Riconosciamo la presunzione di innocenza, ma laddove quel processo penale finisse con una sentenza di prescrizione, Lei Mangialardi e gli altri indagati non potrete fregiarvi di una sentenza di assoluzione e di aver chiarito la vostra posizione processuale, ma sarete solo dei prescritti!

“Affrontare il processo penale vi darà la possibilità di dimostrare tutta la vostra estraneità ai fatti, più volte da voi rivendicata.

“Qualora optaste invece per il rifugio della prescrizione, questa vostra scelta non ci lascerà inermi, perché siamo pronti a procedere in sede civile contro Voi e gli Enti che avete rappresentato, Comune e Regione in primis.

“Scegliere la prescrizione significa  anche esporre gli Enti locali – che Lei Mangialardi ha presieduto o ha ambito di presiedere – a rischi di pesanti risarcimenti  e questo contrasta con lo spirito di servizio che ha sempre dichiarato di animarla nel ricoprire la carica di Sindaco e di aspirante Governatore della Regione.

“Noi comunque non molliamo ed intanto abbiamo chiesto al nostro avvocato, Corrado Canafoglia, che ringraziamo per la tenacia dimostrata in questi lunghi anni  di depositare per l’udienza penale del 26 novembre un’istanza per sollecitare la vostra rinuncia alla prescrizione.

“Domandare è lecito, rispondere è cortesia, soprattutto se non si vuole essere considerati dei semplici prescritti!”

 

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