A Trecastelli la maggioranza aumenta Imu e addizionali Irpef, dura protesta dell’opposizione

A Trecastelli la maggioranza aumenta Imu e addizionali Irpef, dura protesta dell’opposizione

TRECASTELLI – “E alla fine è successo. Finita la luna di miele arrivano i problemi. Ci era stato detto che con la fusione prima, e con il conferimento di alcuni servizi all’unione della marca senone poi, il comune di Trecastelli avrebbe risparmiato tantissimi soldi, vuoi perché con la fusione si sarebbero ridotti  i dirigenti delle varie aree, si sarebbero messi insieme tutti i dipendenti dei tre comuni, per cui avremmo avuto più professionalità e più dipendenti nei vari settori cosi da garantire la possibilità di risparmiare sugli incarichi esterni, sarebbero diminuiti i costi della politica, (compensi degli amministratori) vero?, e poi con la Marca Senone avremmo migliorato il servizio e ripartito i costi dei dipendenti con gli altri comuni aderenti”. E’ quanto affermano, in un documento, i consiglieri comunali di Trecastelli@insieme si può e Armonia di Trecastelli.

“Adesso scopriamo che mancano i soldi, che per chiudere il bilancio dobbiamo aumentare le tasse comunali, nello specifico l’addizionale IRPEF E IMU.

“Per ciò che riguarda la TARI, al momento sembra che non ci siano aumenti, anche perché si sta provvedendo alla nuova gara di appalto per lo smaltimento dei rifiuti, e in quel momento vedremo se si dovrà ricorrere ad adeguamenti tariffari, ne riparleremo. È nostra convinzione che a proposito della TARI ci debbano comunque essere delle diminuzioni di costo, perché il servizio è ormai maturo, sappiamo come farlo funzionare al meglio, e dove è possibile risparmiare.

“L’amministrazione ci dice che comunque le tariffe rimangono più basse rispetto agli altri comuni della vallata, per cui non ci dobbiamo scandalizzare. Ma scherziamo, a noi non interessa fare confronti con gli altri, se da loro le tasse son più alte, questo non ci autorizza ad aumentare le nostre.

“In un momento in cui la pandemia covid sta creando problemi inimmaginabili, in cui l’economia reale è ai minimi storici, i consumi sono in recessione, in cui le attività chiudono, i costi per l’energia, luce, gas, benzina hanno raggiunto cifre esagerate,( vediamo gli aumenti in questi giorni del metano e dell’energia elettrica) vorremmo capire se chi parla di aumento del PIL, di ripresa economica, di superamento della crisi, esce per strada, se va nelle piazze, se va a verificare come si arrabattano le imprese e le famiglie ad arrivare a fine mese, se va a vedere le lunghissime file alla Caritas , o ai servizi di assistenza della gente che chiede aiuto, per pagare le bollette, per MANGIARE, ecc.

E noi a Trecastelli che facciamo? AUMENTIAMO LE TASSE!

“Siamo dell’avviso che sarebbe stato prima necessario tagliare spese di cui si può fare a meno, e secondo noi ce ne sono.

“Qualche esempio, l’affitto dell’ufficio dei vigili, l’affitto dell’archivio comunale, (2.000 euro al mese) con la fusione il comune di Trecastelli si è ritrovata ad avere tanti stabili chiusi o sottoutilizzati. Possibile che non si trovava uno spazio per mettere l’archivio? Possibile che non vi era la disponibilità dii locali per spostare il comando dei vigili?

“Esternalizzazione di alcuni servizi, che costano decine di migliaia di euro (progettazione lavori pubblici, recupero sofferenze, buste paga)

MENSA UNICA

“Un sindaco che ha amministrato il comune di Trecastelli, qualche anno fa – scrivono sempre i rappresentanti dei gruppi consiliari Trecastelli@insieme si può e Armonia di Trecastelli – ha scelto di unificare le mense scolastiche(che funzionavano a meraviglia) e non ci si dica che non erano a norma, non è vero, funzionavano, tuttalpiù se serviva si adeguavano, in nome di un miglioramento della qualità dei pasti e di un risparmio dei costi. Ci era stato detto che la mensa unica non sarebbe costata niente, che le spese erano a carico dell’azienda aggiudicatrice dell’appalto.  In realtà l’azienda ha solo anticipato i soldi per la realizzazione della mensa unica, che il comune ogni anno restituisce una quota delle spese. Una sorta di mutuo. Non solo, il contratto prevede una quantità minima di pasti da pagare, comunque, anche se non serviti, per cui se per ipotesi alla fine del mese non si raggiunge il numero stabilito di pasti che devono essere serviti ai ragazzi, come in questi periodi, in cui o per la DAD o perché ci sono ragazzi in quarantena, la mensa è sottoutilizzata, il comune deve pagare la differenza.

BEL RISPARMIO!

“Noi come gruppi di minoranza – si legge sempre nel documento -, non ci stiamo, siamo assolutamente contrari. Abbiamo espresso il nostro voto contrario nelle sedi opportune e faremo di tutto per sensibilizzare la cittadinanza di Trecastelli”.

 

QS – RIPRODUZIONE RISERVATA - www.quisenigallia.it

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