Troppi disservizi in Biblioteca, la denuncia di Dario Romano

Troppi disservizi in Biblioteca, la denuncia di Dario Romano

Il capogruppo del Pd: “Per il Comune le ragazze e i ragazzi che la frequentano devono arrangiarsi sugli orari di apertura e portarsi i caricabatterie da casa: complimenti!”

di DARIO ROMANO*

SENIGALLIA – Qualche giorno dopo la bocciatura, da parte della maggioranza,  dell’emendamento sui servizi legati alla Biblioteca comunale, ho ricevuto risposta all’interrogazione scritta che avevo indirizzato all’assessore alla Cultura Pizzi, nella quale inoltravo le richieste pervenute da oltre 500 persone che avevano sottoscritto una petizione per prolungare gli orari di apertura della biblioteca e per installare prese di corrente in tutti i tavoli dell’aula studio.

Un’attesa che lasciava presagire un tentativo da parte dell’assessore di rispondere positivamente all’interrogazione che avevo presentato, invece questi si è preso del tempo soltanto per trovare le parole adatte per bocciare la proposta. Se questa era l’intenzione, sarebbe stato opportuno un intervento dell’Assessore stesso durante la discussione dell’emendamento nel Consiglio Comunale sul Bilancio. In quella sede, il Sindaco aveva lasciato intuire, senza far riferimento a date certe, una futura riorganizzazione dei servizi bibliotecari.

Nulla di tutto ciò invece è presente nella risposta pervenutami dall’assessore Pizzi che si può riassumere in due concetti: non c’è personale per aumentare gli orari di apertura e non si possono installare delle prese in tutti i tavoli (per questa ultima risposta ho dovuto attendere un anno).

Riguardo gli orari di apertura, non solo la maggioranza ha bocciato l’emendamento, ma tramite l’assessore dice che le richieste di aumento degli orari di apertura al momento non sono perseguibili, per via della carenza di personale a disposizione. Il senso del nostro emendamento era proprio quello di potenziare il personale, e nonostante tutto è stato bocciato ugualmente. È evidente, dunque, che la Maggioranza non intende assumersi l’onere di rispristinare il servizio agli orari pre-covid, che sarebbe possibile semplicemente implementando l’organico. Tra l’altro si richiedeva il prolungamento limitatamente ai periodi di sessione universitaria, dunque l’Amministrazione avrebbe sicuramente potuto andare incontro a tale esigenza e destinare dei fondi per soddisfarla.

Per quanto riguarda l’installazione di nuove prese per tutti i tavoli dell’aula studio, anche in questo caso l’assessore oltre a non prendere in considerazione nessuna soluzione alternativa, suggerisce agli utenti di utilizzare dei power banks. Tralasciando il fatto che tutti noi conosciamo i caricabatterie portatili e non è certo l’assessore che ce li fa scoprire, ma davvero la soluzione alle prese di corrente dovrebbe essere uno strumento che ciascun utente deve portarsi da casa? Anche in questo caso, invece di farsi carico della richiesta, l’assessore suggerisce agli utenti di “arrangiarsi”.

Occorre ricordare che entrambe le richieste contenute nell’interrogazione siano pervenute dai fruitori stessi dell’aula studio della Biblioteca, i quali lamentano a ragione degli orari estremamente ridotti, non sufficienti per un qualsiasi studente universitario. Rimandare a data da destinarsi o rifiutare qualsiasi intervento che possa andare incontro alle loro esigenze, vuol dire privare loro di un servizio che viene offerto in qualsiasi altra città. L’Amministrazione non lasci inascoltati centinaia di ragazzi che chiedono soltanto di avere uno spazio adatto per studiare nella propria città.

*Capogruppo Partito democratico – Senigallia

 

QS – RIPRODUZIONE RISERVATA - www.quisenigallia.it

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