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Domenica a Senigallia conferenza informativa sulle balbuzie con la dottoressa Chiara Comastri

Domenica a Senigallia conferenza informativa sulle balbuzie con la dottoressa Chiara Comastri

SENIGALLIA – Capita a tutti, nel corso della vita, di sperimentare inceppi o ripetizioni. Questo accade, magari, in situazioni in cui si è molto coinvolti a livello emotivo, durante un discorso in pubblico o in momenti di rabbia e di collera. Per chi balbetta, queste interruzioni o disfluenze sono molto più frequenti, più gravi e vissute in modo molto più frustrante.
La balbuzie è una problematica che può essere causa di difficoltà relazionali e disturbi legati alla sfera emotiva quali ansia, timore del giudizio e bassa autostima, ma che può essere anche superata.
Tali tematiche saranno al centro della conferenza informativa che la dottoressa Chiara Comastri terrà presso l’Hotel City di Senigallia domenica 4 giugno.

«La letteratura attualmente considera la balbuzie come un disturbo del neurosviluppo, complesso e multifattoriale» spiega la dottoressa Comastri – Psicologa ex balbuziente, tra le maggiori esponenti italiane con esperienza ventennale nel trattamento della balbuzie – «sul quale agiscono fattori fisiologici, linguistici, psico-emotivi e ambientali. In alcuni casi, scompare durante l’infanzia, in altri diventa persistente e si prolunga anche nell’età adulta» continua «La persona che soffre di balbuzie persistente sa esattamente quello che vuole pronunciare, ma sa altrettanto chiaramente che ci sarà un suono o una parola che non riuscirà a dire. Pertanto, la disfluenza che gli altri avvertono non è altro che la migliore soluzione che la persona ha trovato in quel momento per risolvere il problema e superare la preoccupazione percepita nel pensiero nel pronunciare un certo suono» conclude.

Una storia di balbuzie risolta.

“Ho cominciato a balbettare all’età di tre anni, senza un motivo apparente” spiega la dott.ssa Comastri “ripetendo la sillaba dell’inizio della frase o allungando la vocale iniziale. Crescendo, poi, ho imparato a mascherare il più possibile i miei blocchi, attraverso giri di parole, sinonimi, forzando il suono o alterando il flusso della respirazione. Come per ogni altro balbuziente, l’unico scopo era diventato il non far accorgere l’interlocutore del fatto che mi stavo per inceppare”. “A scuola era molto difficile” ricorda “le interrogazioni mi creavano molta ansia con conseguenti blocchi molto evidenti e, quando mi compativano, provavo dolore e rabbia”.

Partendo dalla sua esperienza personale e dalla sua specifica ricerca, che negli anni l’ha portata a risolvere la balbuzie, Chiara Comastri ha elaborato il metodo Psicodizione, che dal 2004 ha aiutato oltre 6.500 persone.

La conferenza informativa

L’incontro, a ingresso gratuito, che inizierà alle ore 18.00 permetterà ai partecipanti di essere guidati nella comprensione di quali siano le cause che danno origine al blocco, quali siano i meccanismi interni e psicologici coinvolti in chi balbetta e cosa sia possibile fare per superare l’inceppo. Sarà possibile porre domande dirette alla dott.ssa Comastri e confrontarsi sulle specifiche situazioni. È gradita la prenotazione per facilitare la preparazione del materiale che verrà messo a disposizione dei partecipanti.

Si può, quindi, intervenire per superare la balbuzie?

Qualsiasi siano le cause che hanno provocato la balbuzie è certamente possibile intervenire ed affrontare questo disturbo lavorando su due piani: inizialmente sull’aspetto di rieducazione più tecnico, fornendo strumenti per far tornare la persona causativa nel creare i propri suoni e pronunciare ogni parola con la massima sicurezza.

Parallelamente agendo sull’aspetto emotivo e di gestione del dialogo interno, attraverso esposizioni graduali all’ansia in cui le persone riabilitano le proprie competenze comunicative vivendo situazioni che incontrano nella propria quotidianità.

Spesso, infatti, chi balbetta tende a crearsi una serie di protezioni che pian piano lo ingabbiano in uno spazio relazionale sempre più stretto, fino a limitare ogni area della sua vita, sociale, di studio o lavorativa. Il lavoro di riabilitazione deve poter consentire alla persona di non avvertire più la sensazione del blocco anticipatorio che si manifesta in mente ed insegnare ad utilizzare l’ansia e l’emotività a proprio vantaggio, potenziando le abilità comunicative personali e l’autostima.

Per ricevere informazioni dettagliate e confermare la propria presenza alla conferenza è possibile contattare lo 011 0466223 o il 327 4915008 oppure scrivere a info@psicodizione.it.

 

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