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Marcellini: “In una settimana sono stati strappati tre volte i miei manifesti”

SENIGALLIA – Tre episodi in una sola settimana. Lunedì 15, sabato 20 e nuovamente lunedì 22 settembre nei pressi del Circolo La Marina Pro Cesano APS in Strada Settima 60, a Cesano di Senigallia, i manifesti elettorali di Massimo Marcellini, candidato alle elezioni regionali del 28 e 29 settembre con la lista civica Progetto Marche Vive a sostegno di Matteo Ricci, sono stati strappati dalle postazioni assegnate.

Una volta può capitare – commenta Massimo Marcellini – alla seconda si prova a portare pazienza, ma alla terza è evidente che si tratta di tutto tranne che di una semplice casualità. È giusto sollevare la questione e condannare con forza un gesto che non colpisce solo me, ma anche la democrazia e il diritto di tutti i cittadini ad essere informati e a scegliere liberamente”.

Marcellini, primario oncologo all’ospedale di Senigallia e da sempre impegnato nella difesa della sanità pubblica, richiama con fermezza il valore del rispetto reciproco, anche in campagna elettorale:

Non rispondo con rancore ma con un invito: chi ha compiuto questi atti, anziché strappare un manifesto, venga a confrontarsi apertamente. Sono un uomo del dialogo, e credo che a pochi giorni dal voto l’unica vera risposta sia un dibattito civile, trasparente e leale. La politica deve unire, non dividere. Oggi sarò a Senigallia in località Cannella, al Circolo Acli alle 17.00, per parlare di tutela del territorio e futuro delle frazioni, e alle 18.30 a Serra De’ Conti, al Ristorante Mordi e Fuggi, per confrontarmi con i cittadini sulla sanità nelle aree interne e sul potenziamento delle cure domiciliari. Chi vuole può contattarmi, il mio numero è sulle locandine dei miei eventi”.

Il candidato ribadisce che il suo impegno nasce dall’esperienza di una vita spesa nella cura e nell’ascolto dei pazienti: “Così come nella sanità non ci può essere spazio per l’arroganza, nemmeno nella competizione elettorale possiamo accettare scorciatoie violente o atti di intolleranza. Chiedo rispetto e dialogo, perché solo così può nascere una comunità più giusta e solidale”.

 

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