CRONACAIN PRIMO PIANOSENIGALLIA

Addio a Giorgio Pegoli, una vita dedicata alla fotografia

SENIGALLIA – Addio al fotoreporter Giorgio Pegoli. Ci ha lasciati oggi, a 87 anni, nelle prime ore della giornata. Giorgio va ricordato, soprattutto, come fotoreporter di guerra di fama internazionale. Le sue opere sono state esposte, negli anni, in molte mostre. In Italia ed all’estero.

Di particolare valore, secondo noi, le immagini dedicate alle donne, scattate tra il 1978 ed il 2006. Situazioni diverse con le donne dimostratisi vere guerriere, forti e coraggiose.

Giorgio Pegoli, negli anni, si è sempre recato, per passione e volontà, nei luoghi dei più significativi conflitti mondiali. Ha voluto sempre mostrare la guerra per ricordare, soprattutto ai giovani, la sua brutalità, la distruzione che ne consegue e lo stravolgimento della vita delle persone. Un impegno per diffondere soprattutto la cultura della pace, sia nei rapporti interpersonali, sia nelle relazioni internazionali tra i vari stati.

Di Giorgio Pegoli ha scritto spesso anche il professor Carlo Emanuele Bugatti, direttore del Musinf e tra i principali critici italiani. “Una scelta che penso ci aiuti a meglio conoscere le emozioni, i sentimenti e le intenzioni di un fotoreporter, entrato nella storia del fotogiornalismo per la vastità e qualità della testimonianza”.

Ricordiamo che a dare rilevanza critica internazionale all’opera di Giorgio Pegoli era stato per primo Charles Henri Favrod, fondatore del Museo della fotografia di Losanna, avendo incluso gli scatti di Pegoli nella sua raccolta e nei suoi libri.

Giorgio Pegoli ha sempre voluto fornire al pubblico, con semplicità, la sostanza emotiva delle sue esperienze nei teatri di guerra. Al centro del lungo racconto di Pegoli ci sono soprattutto le vittime dei conflitti. Immagini la cui dimensione vuole essere più etica che estetica, anche se, chi ne ha gli strumenti, comprenderà che il messaggio morale passa proprio attraverso quello poetico. Volti, occhi di donne e bambini, presi nel vortice della guerra ci restano nella memoria proprio in forza della qualità magistrale delle sue immagini fotografiche.

Favrod amava sostenere che quello di Pegoli è un reportage umanitario. E’ fatto soprattutto per raggiungere i cuori. Tutto questo per raccontare e svelare, sulle pagine dei giornali, orrore, crudeltà, inutilità e stupidità di ogni conflitto armato.

Per cui la testimonianza che ci ha lasciato Giorgio Pegoli si è esercitata esemplarmente anche nella documentazione dei conflitti minori, marginali, dimenticati. Là dove, senza la documentazione fotografica, il silenzio delle cronache e della storia si sarebbe depositato, nascondendo dolore e sofferenza dei deboli agli occhi dei più.

Giorgio Pegoli è stato un grande fotografo. Ed oggi ci ha lasciati.

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Giorgio Pegoli potrà essere salutato da domani mattina (lunedì) alle ore 9 presso la casa funeraria il Cipresso, in via Po n.129, a Senigallia. I funerali avranno invece luogo martedì pomeriggio, alle ore 15, nella chiesa di Sant’Antonio da Padova, a Marzocca.

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