Il Comitato Cittadino: “L’Ospedale di Senigallia va riorganizzato al più presto”
SENIGALLIA – Dal Comitato Cittadino di Senigallia riceviamo: “Abbiamo passato un mese strano. Abbiamo bisogno di respirare la prima aria frizzante del Comitato, quella degli anni scorsi. Dobbiamo rinforzare le fila e rinnovarci, ritrovare la mentalità con cui il Comitato ha preso vita. Abbiamo lottato tanto e avuto risposte importanti ma meno di quelle che ci aspettavamo.
“Ci sono cose importanti che abbiamo segnalato e che si possono fare subito, come la TAC di Pronto Soccorso: quando arriva? cosa la blocca?
“E aspettiamo da tempo la nuova sede di Odontoiatria, la Mensa Aziendale, i Parcheggi per i dipendenti e i pazienti e una Day Surgery per interventi brevi. E ancora i concorsi a Primario di Pronto soccorso e Cardiologia, al palo da mesi.
“Riorganizzare il Laboratorio Analisi e la Radiologia per facilitare l’accesso ai pazienti si può fare velocemente e con soluzioni semplici già indicate ma non ancora adottate. Sono diversi gli impegni che la direzione sanitaria ha preso e che tardano a venire.
“Ci sono richieste altrettanto necessarie e che hanno bisogno di tempo, ma non infinito, come le Case e gli Ospedali di Comunità, ma di questo siamo coscienti. Il fatto è che di sanità, concretamente, su argomenti specifici e indicando soluzioni, non parla più nessuno e questo è un dato di fatto.
“La politica rinuncia per incapacità, il vuoto impera e l’assenteismo dilaga. Si parla di tutto per creare confusione ed evitare la concretezza delle soluzioni! Ponti, impianti sportivi, progetti di ogni genere e chi più ne ha più ne metta.
“Nelle ultime riunioni oltre al piacere di trovarci tra noi abbiamo visto poco interesse da parte dei nostri interlocutori istituzionali. E dire che ne abbiamo a Senigallia, di maggioranza e di opposizione, ma non trovano la via di un accordo per il bene dei senigalliesi.
“Nei prossimi incontri vogliamo trovare cittadini motivati e con un forte senso civico. Persone che vivono l’ospedale che conoscono gli ostacoli, sufficientemente arrabbiate e con la voglia di partecipare attivamente e stare addosso a chi è nelle stanze dei bottoni.
“Chi non risponde o non partecipa avalla o è complice di chi non fa nulla. La sanità non ha colore politico e interessarsi è un dovere di ognuno di noi. Non lasciamo che si dia più valore al bancomat che alla tessera sanitaria perché daremo più valore ai soldi (di pochi) che al Servizio Sanitario Nazionale (di tutti). Facciamoci sentire, uniamo le forze e ci sentiranno meglio”.
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