Sette anni fa ci lasciava il professor Carlo Emanuele Bugatti
Un ingegno raro, sempre alla ricerca di nuovi percorsi. Il ricordo della senatrice Silvana Amati, del Comune di Trecastelli e del Musinf
SENIGALLIA – “Sette anni fa se ne andava Carlo Emanuele Bugatti, un ingegno raro, sempre alla ricerca di nuovi percorsi che soprattutto sul fronte delle arti visive potessero attivare e far riconoscere nuove strade e nuove energie.
Oltre alle arti e alla poesia la sua stella polare è stata tutta la vita la Costituzione italiana e l’impegno a difenderla da ogni tentativo di manomissione.
Tanto che. Nell’ultimo saluto a San Rocco, abbiamo scelto di mettergli accanto anche nella morte una copia della Carta. Un uomo in grado di lasciare un segno profondo in quanti lo hanno conosciuto. Ciao Carlo”.
Con queste bellissime parole la senatrice Silvana Amati ricorda Carlo Emanuele Bugatti, una Grande persona.
Ed anche il sindaco di Trecastelli Marco Sebastianelli e l’Amministrazione comunale ricordano con stima e riconoscenza il Professor Carlo Emanuele Bugatti, nel settimo anniversario della sua scomparsa, avvenuta il 3 marzo 2019.
A distanza di sette anni, resta vivo il segno lasciato dal professor Bugatti nel panorama culturale cittadino. Studioso appassionato e instancabile promotore dell’arte, è stato Fondatore e primo Direttore del Museo Civico dedicato a Nori De’ Nobili, inaugurato nel 2012 per volontà dell’Amministrazione Comunale. Grazie alla sua visione e alla sua competenza, il Museo si è affermato nel tempo come un centro qualificato di riferimento per l’arte contemporanea, con una particolare attenzione alla produzione artistica femminile, valorizzando in modo autorevole l’opera di Nori De’ Nobili.
Il suo impegno ha contribuito a rafforzare l’identità culturale di Trecastelli, promuovendo iniziative, studi e percorsi espositivi capaci di dialogare con un pubblico sempre più ampio. La sua eredità continua a rappresentare uno stimolo per l’attività culturale della città.
A testimonianza della gratitudine della comunità, nel 2021 l’Amministrazione Comunale ha intitolato al professor Bugatti uno dei vicoli più rappresentativi del Centro Storico di Ripe, affinché il suo nome rimanga parte integrante della memoria collettiva e del patrimonio culturale locale.
Carlo Emanuele Bugatti viene ricordato anche dal Musinf. “Il 3 Marzo del 2019 ci lasciava il Prof. Carlo Emanuele Bugatti, senza retorica come a lui piaceva, noi del Musinf abbiamo preparato questo testo, derivato dalla storia della struttura e quindi anche dalla sua storia personale, lo proponiamo alla stampa ed agli amici e crediamo sia la modalità che Carlo Emanuele avrebbe apprezzato… Informazione dal latino informationis, sostantivo collegato al verbo informare, dare forma, modellare, istruire, fornire conoscenza. La rappresentazione del concetto plasmare, strutturare, ci fa riflettere sul legame tra l’azione del fare, quindi produrre e gli aspetti comunicativi indispensabili, ma successivi. Il termine informatio indica in origine una rappresentazione concettuale, ma con il trascorrere del tempo, strutture e necessità sociali assai modificate, ci si è più concentrati sul contenuto delle notizie o del dato che si riceve.
“Oggi in prevalenza definisce il concetto di trasmissione di fatti, quindi conoscenze che determinano specifici file, che in informatica è il dato elaborato. Questa riflessione non è avulsa dalla storia del Museo Comunale d’Arte Moderna dell’Informazione e della Fotografia di Senigallia, che per essere brevemente definito chiamiamo MUSINF. La storia locale assegna al Musinf in collegato il Premio Senigallia il Cronista dell’Anno che si inaugurò nel 1981 assegnando le prime targhe d’oro alla Redazione di Cronaca dell’Agenzia ANSA di Roma per la sezione carta stampata ed a Nicola Volpes del Telegiornale di Sicilia, sede di Palermo, per la sezione radio-televisiva. Nel 1981 i premi furono assegnati dal Presidente della Repubblica Sandro Pertini durante la sua visita alla città, accettando l’invito del Sindaco, l’indimenticabile Giuseppe Orciari e furono inaugurate le manifestazioni di Arti Visive collegate.
“Venne consegnata la cittadinanza onoraria all’artista Orfeo Tamburi ed allestita una sua grande mostra nella prima sede del Museo in via Oberdan, con dipinti originali, varie serie di calcografie, litografie e serigrafie, disegni, testi autografi ed una serie considerevole di documentazione editoriale. Il 1981 fu l’anno inaugurale dell’attività museale, un progetto ideato e predisposto dal Prof. Carlo Emanuele Bugatti alla fine degli anni settanta, Nella raccolta di grafica storica opere di grande importanza: come le calcografie di Filippo Galle su disegni di Giovanni Stradanus (1537/1612) o la serie “gli Eremiti” di Giovanni Sadeler (1550/1600) e le calcografie di Francesco Bartolozzi ispirate al Guercino (1728/1815). A seguire la raccolta calcografica del Pardi (1840) con lastre in rame di Pellegrino Del Colle e di Ferreri, “la Gerusalemme Liberata” con calcografie dal Carracci, di Francesco Rosaspina e di Cook per il “Genuine Work” di Hogart. Queste le più note e significative perché segnano dei periodi storici precisi, ma c’è tanto altro, e ricordando le grandi mostre realizzate nei due piani della Rocca Roveresca, ci fa affermare che il patrimonio storico del Musinf per la calcografia rimane ancor oggi dopo quarantacinque anni, il punto di riferimento italiano. Il Museo nasce per informare e comunicare il contemporaneo, quindi fondamentali furono le donazioni in prevalenza di calcografia dei maestri del novecento: Virgilio Guidi che venne a Senigallia e “tratto’ ” la particolarità della luce mattutina sul mare, in un incontro/intervista” che gelosamente conserviamo, mentre ci regalava la sua serie “gli Alberi delle Marche”.
“Pietro Annigoni, Renato Guttuso, Ernesto Treccani Bruno Saetti, Umberto Mastroianni, Victor Vasarely, Mino Maccari, Franco Gentilini, Arnoldo Ciarrocchi, Giovanni Cappelli, Pericle Fazzini, Valeriano Trubbiani, Renzo Biasion, Gianni Dova, Remo Brindisi una visita la sua, ricordata per i numerosi doni che fece ai nostri cittadini (cravatte e foulard d’autore con firma autografa). Importanti i progetti realizzati con artisti come Bruno Caruso e la sua serie serigrafica attualissima ancor oggi, per le terribili guerre che drammaticamente ancora stiamo vivendo, o le grandi tele serigrafiche di Ernesto Treccani ed Umberto Mastroianni con selezione di disegni effettuata nello studio Milanese di Treccani, scegliendo lo storico legame con “Corrente” e “La Spiga”. Quindi a Marino laziale nei magnifici spazi di Mastroianni, già residenza Moravia e la selezione “l’Erba di Quella Primavera” con la collaborazione di Libero Bigiaretti. Si discusse e si decise tutto con i due grandi maestri, dal formato, alla tipologia della tiratura.
“Infine con Arnoldo Ciarrocchi, ci fu quel perfetto rapporto simbiotico tra un grande dell’incisione e del disegno ed una struttura pubblica museale, al quale dedicheremo un ricordo nei prossimi giorni. Infine il Musinf e la figura centrale del suo Direttore Carlo Emanuele Bugatti, promotore della rete museale della Provincia di Ancona dagli anni ottanta del novecento: Museo Comunale d’Arte Moderna e della Mail Art di Montecarotto, Centro di Documentazione Arte per la Pace di Arcevia, Museo dell’Ex Libris di San Paolo di Jesi ed ultimo in ordine temporale il Museo Nori De Nobili di Tre Castelli. Un grande, unico importante lavoro, esempio di come la politica culturale possa, se realizzata con capacità e cura, determinare i destini di un territorio.
“Allora si iniziò anche a documentare con l’uscita per i tipi della Tecnostampa di Ostra Vetere, di “Del Mostrar Mostre in Provincia come Provincia” edizione curata da Carlo Emanuele Bugatti per l’Assessorato alla Cultura della Provincia di Ancona, ne furono editati altri, ma anche questa è storia da raccontare. Terminiamo, ricordando e ringraziando Il Prof. Bugatti. Noi tutti, volontari del Musinf, senza di lui non avremmo potuto percorrere così le vie dell’arte”.
(La foto del professor Carlo Emanuele Bugatti è di Delia Biele)
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