Senigallia torna eccellenza dell’Opera
Il Concorso Internazionale di Canto Barocco rilancia un’antica tradizione. Tra ‘700 e ‘800 la Città era ai vertici nazionali del Melodramma
SENIGALLIA – Nel cuore delle Marche è in arrivo un nuovo gioiello, raro e prezioso come ne rivela periodicamente lo scrigno della “regione dei cento teatri”: dal 3 al 5 settembre prossimo Senigallia sarà sede del nuovissimo Concorso Internazionale di Canto Barocco “Pergolesi”, che si impone di forza all’attenzione nazionale in quanto a esclusività della tipologia di competizione, esistendone all’oggi solo altri quattro in tutta Italia, cioè il “Caffarelli” e il “Provenzale” a sud e il “Monteverdi-Cavalli” e il “Legrenzi” al nord, risultando pertanto il “Pergolesi” di Senigallia l’unico dell’Italia centrale. E la rarità numerica della sua istituzione si fa privilegio distintivo anche per i contenuti, per i contenuti culturali che configura e per la Giuria di primissimo livello di cui si fregia, composta da artisti del settore specialisti internazionali, tra cui divi dell’Opera barocca di ieri e di oggi come il mezzosoprano Gloria Banditelli e il controtenore Raffaele Pe, direttori d’orchestra e di festival specialistici quali Fabio Bonizzoni e Chiara Cattani, accanto ad altri esperti, studiosi e operatori istituzionali di pregio e rinomanza nazionale.
SENIGALLIA CENTRO DI ECCELLENZA
“Il Concorso è intestato a Pergolesi quale massimo nume tutelare marchigiano della musica barocca –evidenzia Gianni Gualdoni, Direttore del Sistema Regionale del Barocco Musicale che ne è l’ente promotore- ma non è un caso se è stata scelta Senigallia come sede istituzionale, in quanto la Città si caratterizza per importanti radici storiche e culturali strettamente legate al periodo e al settore d’arte,
con un blasone antico che risale ai suoi fasti teatrali in palazzi pubblici e privati a partire dal ‘600, fino al primo teatro stabile a metà ‘700 poi evolutosi nella foggia ottocentesca e quindi nell’attuale moderna”.
Già dal ‘600, infatti, Senigallia è molto attiva nella produzione musicale, con manifestazioni di pregio che nel ‘700 portano all’apertura del teatro pubblico, la cui attività di spicco grazie ai privilegi economici della “fiera franca” la porterà all’attenzione nazionale, creando in loco una tradizione culturale e una pratica di alto livello tanto da indurre la nascita dell’importantissima Scuola di Canto di Pietro e Giovanni Morandi, fucina di decine di cantanti di prima grandezza, interpreti di rango contesi dai maggiori teatri d’opera di tutta Europa, come la stessa diva senigalliese Angelica Catalani.
“La grande storia del Melodramma che nel corso dei secoli ne porterà la cultura in tutto il mondo –sottolinea Gualdoni- basa la sua lingua espressiva proprio sugli insegnamenti dell’arte del Canto elaborata dai Maestri del Barocco, su cui si svilupperanno in seguito i diversi stili del Belcanto con nuove fioriture ma sempre con i medesimi presupposti di tecnica e studio: ecco perché il Concorso a Senigallia e significativo”.
UN PROGETTO AMPIO E PROFONDO
Seppure di grande rilievo ed esclusività, il Concorso di Canto Barocco di Senigallia non appare dunque fine a sé stesso, né occasione estemporanea: il Sistema Regionale del Barocco Musicale che lo organizza, Ente specialistico leader settoriale nelle Marche e di ampia attenzione nazionale, anticipa infatti che il Concorso è solo il primo prestigiosissimo passo, perché esiste al suo seguito un suo preciso progetto produttivo che vede la Città come sede di riferimento con un ampio programma di intervento e investimento che comprende una ricca stagione concertistica nel corso dell’anno e una serie di incontri convegnistici con oggetto tematiche culturali inerenti proprio le eccellenze storiche e culturali che la contraddistinguono, realizzandovi un inedito ed esclusivo Polo Culturale musicale specialistico internazionale. Certamente, il profilo di Senigallia, di ieri e di oggi, lo meriterebbe: che dire, se son rose…
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