Abbondanzieri: “La scuola primaria di Arcevia accoglie alunni stranieri da oltre 30 anni”
Di MARISA ABBONDANZIERI*
ARCEVIA – Il dibattito sugli alunni stranieri in classe mi riporta alla memoria una serie di esperienze vissute in prima persona nella veste di insegnante e di amministratore comunale.
La scuola primaria a tempo pieno di Arcevia accoglie alunni stranieri da oltre 30 anni, dai tempi della guerra in Bosnia e dallo sbarco dalla nave Vlora a Bari di cittadini albanesi. La presenza del centro rifugiati ci mise di fronte al tema dell’accoglienza dei bambini a scuola.
Fu l’avvio di un’esperienza molto interessante affrontata con la disponibilità di insegnanti in pensione che affiancavano il lavoro degli insegnanti titolari per consentire l’inserimento e l’integrazione dei nuovi alunni che non conoscevano la lingua italiana. Un breve periodo, 2/3 mesi, alcune ore in piccoli gruppi, alcune ore in classe. L’inserimento avvenne in poco tempo e le prime difficoltà furono superate in poco tempo. In sostanza, un lavoro di squadra, una Dirigente scolastica capace, l’approccio di un corpo docente aperto e delle famiglie, fece la differenza, senza dimenticare la grande collaborazione della Prefettura.
Nella classe in cui insegnavo, 20 alunni, avevamo la presenza di 6 nazionalità, inglese bosniaca albanese kosovari macedone italiana, li ricordo come anni professionalmente molto belli. Certamente i tempi attuali pongono altri problemi, ma la scuola può riuscire ad affrontare il problema, servono risorse economiche e capacità di sperimentare modelli adatti, maggiore flessibilità organizzativa, riconoscendo il lavoro degli insegnanti e utilizzando disponibilità umane e professionali esterne.
In realtà nelle scuole , soprattutto delle aree urbane, servono numeri diversi degli alunni per classe, le classi numerose rendono tutto più difficile. Nei centri minori , nei nostri comuni, gli alunni stranieri consentono di mantenere le scuole, il vero presidio di una comunità.
Quanto al tema del tetto del 30%, a quanto sembra, contenuto oggi nei prossimi provvedimenti del Governo, davvero non si saprebbe come affrontarlo. E credo che non si potrà affrontare ovunque!
Poiché i Comuni hanno una sola scuola: dovremmo trasportarli in un altro Comune, dovremmo non accoglierli , dovremmo ottenere lo sdoppiamento delle classi?
Penso che alla prova della realtà il tema oggi in discussione avrà risposte molto diverse, la scuola e i Comuni li affronteranno come possono. Speriamo non diventino contenziosi di ricorso al TAR.
Personalmente penso che farla diventare una bandiera ideologica è l’espressione di una grande ipocrisia!
*Sindaco di Arcevia
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