«Il sogno di un folle»: a Ostra un viaggio teatrale e musicale dentro la storia di Francesco
OSTRA – Riprende il suo cammino nelle Marche Il sogno di un folle. Francesco, voci sospese, spettacolo dedicato a Francesco d’Assisi che sabato 17 ottobre, alle ore 21, sarà ospitato al teatro La Vittoria di Ostra, nell’ambito delle celebrazioni per l’ottavo centenario francescano. Dopo il tutto esaurito della prima rappresentazione a Jesi e il successo della tappa di Filottrano, la tournée autunnale prosegue in numerose località marchigiane e, fuori regione, in altre sedi italiane. Lo spettacolo è prodotto dall’Organizzazione E.U.R. di Pesaro, con la guida artistica di Stefano Campolucci e la partecipazione dell’Orchestra Pergolesi.
Ha ottenuto il patrocinio del Ministero della Cultura e della Regione Marche, a riconoscimento del suo valore culturale e artistico. Frutto di un anno e mezzo di ricerca e di lavoro, Il sogno di un folle nasce dal desiderio di restituire un Francesco lontano dall’immaginario più convenzionale: non un’icona immobile, ma un uomo vivo, inquieto, radicale, osservato attraverso gli occhi di chi lo ha incontrato, amato, combattuto o semplicemente incrociato lungo il cammino.
Il cuore dello spettacolo sono le «voci sospese»: personaggi che emergono dalla storia e raccontano il santo ciascuno dalla propria prospettiva. Accanto a figure realmente legate alla sua vicenda, come Tommaso da Celano e alcuni dei suoi compagni, compaiono personaggi che incarnano i dubbi, le paure e le contraddizioni del suo tempo. Non c’è una narrazione lineare, ma una trama di testimonianze e sguardi che ricompongono gradualmente il volto umano di Francesco. I testi sono di Diego Mecenero, autore e narratore da anni impegnato nello studio e nella divulgazione del Medioevo francescano.
Sull’originalità del lavoro pesa soprattutto il rapporto tra musica e parola. La partitura originale di Stefano Campolucci non accompagna il testo: ne è parte integrante. Il racconto si intreccia e dialoga di continuo con la scrittura musicale, in un equilibrio delicato e senza soluzione di continuità, che si confronta con procedimenti e forme come le cadenze sospese o interrotte. Ne nasce una forma teatrale in cui la musica diventa personaggio e la narrazione si fa strumento musicale: i temi orchestrali sono essi stessi racconto, memoria, emozione e presenza scenica.
Ogni pagina musicale è stata composta appositamente per lo spettacolo e dialoga con materiali della tradizione medievale, dei quali il racconto illustra le origini e le storie meno note legate a Francesco. Tra questi il Palästinalied («Canto di Palestina»), uno dei più celebri canti del Medioevo, composto all’inizio del XIII secolo dal poeta e menestrello tedesco Walther von der Vogelweide e legato al mondo dei pellegrini diretti in Terra Santa; Gloria ‘n cielo e pace ‘n terra, celebre lauda medievale contenuta nel Laudario di Cortona; e il Dies Irae, sequenza liturgica latina composta nel XIII secolo.
Ne risulta un linguaggio sonoro originale e immediatamente riconoscibile, in cui parola, silenzio, memoria e musica si fondono in un unico respiro narrativo. Uno spettacolo capace di coinvolgere lo spettatore e di accompagnarlo alla scoperta di un Francesco sorprendentemente attuale, ancora oggi in grado di interrogare il nostro tempo.


