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Campanile sulla Fondazione Città di Senigallia: “Al sindaco non piace la gestione collegiale”

Campanile sulla Fondazione Città di Senigallia: “Al sindaco non piace la gestione collegiale”

di GENNARO CAMPANILE*

SENIGALLIA -Nei giorni scorsi sono apparse sulla stampa dichiarazioni di Olivetti/Canafoglia sulla Fondazione Città di Senigallia. Il sindaco Olivetti (così è riportato) ha invitato “la Regione Marche a valutare anche per il proseguo commissariale della gestione della struttura”.

Perché il sindaco Olivetti non vuole assumersi la responsabilità di nominare un Consiglio di Amministrazione? Che cosa ha fatto la gestione commissariale che non sarebbe stato in grado di fare un CdA?

Avendo la pazienza di leggere tutte le delibere commissariali (pubblicate nel sito istituzionale) si può tranquillamente affermare che non c’è stato nessun valore aggiunto per la Fondazione dall’essere stata amministrata da un Commissario. Un CdA avrebbe benissimo potuto decidere le stesse cose ma avrebbe comportato una normalizzazione gestionale che invece sembra non essere gradita né perseguita e non si capisce il motivo.

La stranezza di dichiarare la bontà dei risultati raggiunti senza presentare contestualmente un bilancio (lo scorso anno il CdA lo ha approvato il 22/02, quindi in questi giorni in sostanza) è abbastanza singolare e difficile da comprendere se non si ipotizza una mirata campagna di marketing. Altrimenti si sarebbe approvato il bilancio e poi ci si sarebbe presentati in conferenza stampa numeri alla mano. Sempre che siano veramente così buoni come viene detto.

L’Avv. Canafoglia non ha perso l’occasione per manifestare ancora una volta un certo astio nei confronti della gestione passata Guzzonato lasciandosi andare ad una ricostruzione parziale degli avvenimenti. A noi risulta che la Gestione Guzzonato abbia messo in piedi la costosa ristrutturazione complessiva dell’Ente per portare a circa 90 (e non la trentina attuale) gli ospiti della residenza grazie ad una qualificazione sanitaria che la “politica” ha disconosciuto in un secondo momento lasciandolo con il cerino in mano. L’avv. Canafoglia ha spento quel cerino rinunciando alle attività assistenziali-sanitarie incrementative ed ampliando quelle sociali (sfruttando gli investimenti proprio del Dott. Guzzonato) non avendo ottenuto dal “suo” centrodestra quello che non era stato concesso al Presidente Guzzonato dal centrosinistra. L’ampliamento delle attività sociali è un’ottima cosa ma non può servire come cortina fumogena per nascondere o minimizzare gli insuccessi sul fronte strategico.

In secondo luogo acquistare un immobile(Musinf) non è “erodere il patrimonio” se è avvenuto a prezzi di mercato, dal momento che trasforma una liquidità in un immobilizzo e sempre “patrimonio” resta. Lo è invece non valorizzarlo come sta avvenuto sotto la gestione biennale di Canafoglia,Musinf in totale abbandono e degrado,brutto biglietto da visita Teatro La Fenice.

In terzo luogo negli Orti del Vescovo erano anche previste unità abitative sociali nel centro storico per favorire la resistenza.

Non una parola è stata spesa dall’Av. Canafoglia e dal Sindaco Olivetti sui “veri problemi patrimoniali” che sono in piedi: Autostrade, monoblocco, piano di dismissioni non strategiche. Il giorno 24/01/23 alle ore 10:00 era prevista la Camera di Consiglio della prima sezione della Corte di Cassazione per la questione Autostrade, sentenza che potrebbe fare la differenza.
Come è andata? Questo avrebbero dovuto dire in conferenza stampa anziché autoreferenziarsi a vicenda.
*Consigliere comunale AmoSenigallia

 

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