Alla ricerca della Battaglia del Metauro o Senigalliese, incontro venerdì in Biblioteca
SENIGALLIA – Presso la Biblioteca Comunale di Senigallia, venerdì 18 settembre alle ore 17,30, si presenterà “I luoghi della Battaglia del Metauro o ‘Senigalliese’”, nuova opera di Ettore Baldetti ospitata nella collana “Studi e testi” della Deputazione di Storia Patria per le Marche, di cui l’autore è socio-deputato, e distribuita dalla locale Libreria Sapere UBIK. Fin dal Quattrocento molteplici ipotesi sono state proposte sulla localizzazione dello scontro fra Romani e Cartaginesi, a seconda dell’interpretazione più o meno circoscritta conferita ai soli tre siti geografici testimoniati dalle fonti superstiti: ‘Sena’, l’odierna Senigallia; il mare Adriatico e il fiume Metauro.
Lo stesso titolo di questa ultima pubblicazione racchiude il sostanziale significato dell’indagine attuata da un saggista di toponomastica storica laureato nell’Università di Bologna, nella quale si analizzano le varie sedi di un cruento combattimento avvenuto nei primi giorni dell’estate del 207 avanti Cristo, iniziato “presso Sena” e per questo originariamente definito da Cicerone “Senense”, cioè Senigalliese.
Particolare rilevanza fu conferita dagli antichi storici alla prima e unica vittoria campale di Roma nella penisola italica contro i Punici, così come i Romani chiamavano questi potenti nemici provenienti dalle coste nordafricane. Infatti il generale cartaginese Asdrubale Barca, giunto in Italia scavalcando minacciosamente le Alpi con un esercito di circa 40000 uomini e un seguito di elefanti ad imitazione del plurivincitore fratello Annibale, con il quale intendeva unire le forze contro Roma, fu sconfitto dallo straordinario ed imprevisto intervento di entrambi i consoli romani, Livio Salinatore e Claudio Nerone, il quale raggiunse di notte il collega “presso Senigallia”. Il condottiero cartaginese, accortosi dell’inganno mentre stava per impegnare battaglia, preferì attuare una ritirata strategica, addentrandosi quindi di notte nella valle del Metauro e volendo poi convergere nuovamente verso le coste meridionali dell’Adriatico dove lo attendeva Annibale. Ma, tradito dalle guide locali nonché disorientato e attardato dai meandri fluviali e dalle aree palustri, venne raggiunto e sconfitto, trovando la morte sulle pendici collinari dell’entroterra fluviale, dall’autore ipoteticamente localizzate presso Santa Vittoria di Fratte Rosa, il cui luogo sacro ereditato dai francescani rinvierebbe all’antica divinità celebrata anche con un tempio presso la vicina Forum Sempronii (odierna Fossombrone), sede di un’artistica statua, custodita in Germania dalla Hessen Kassel Heritage e raffigurata nella foto di copertina.
Il saggio è il frutto di un lavoro ultradecennale iniziato con uno studio topografico-storico ed etimologico sulle presunte documentazioni toponimiche della Battaglia del Metauro nell’alta valle dell’omonimo fiume e continuato con una ricerca sull’originario percorso della Via Flaminia fino ad Ancona e Senigallia, a dimostrazione che i consoli romani non avrebbero atteso Asdrubale nella cittadina costiera se fosse già presente l’odierna arteria viaria verso Roma o l’entroterra metaurense né il condottiero punico si sarebbe disorientato nella fuga notturna, come asseriscono diversi storiografi. L’autore muove tuttavia dalle antiche testimonianze dell’evento bellico, riferite ai nomi locali, alla terminologia paesaggistica, agraria e militare, alle tattiche o strategie e alle problematiche logistiche coeve, con l’intento di pervenire non tanto ad un’impossibile assoluta riproposizione dei fatti realmente accaduti, quanto soprattutto alla rappresentazione tramandata dalle antiche fonti superstiti.
Nelle foto: immagine di Asdrubale ed elefante con conducente in monete puniche (online nel sito romanoimpero.com): la Venere di Fossombrone (Hessen Kassel Heritage, foto: Gabriele Boessert )
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