Anche a Serra de’ Conti il mercato settimanale ormai non c’è più
di MARIO ROMAGNOLI
SERRA DE’ CONTI – C’è un’immagine che fotografa il declino delle aree interne italiane meglio di qualsiasi statistica sullo spopolamento, le piazze deserte dei piccoli comuni il giorno del mercato settimanale. Anche Serra de’ Conti con il suo mercato settimanale che ricade ogni giovedì del mese, il primo nella frazione Osteria e gli altri nel capoluogo purtroppo, rientra fra questi comuni.
Quello che per anni è stato un rito tradizionale dell’appuntamento oggi è una Piazza spogliata di vita.
File di stalli vuoti, asfalto nudo dove un tempo si stringevano i camioncini, e tre o quattro ambulanti rimasti a presidiare il nulla.
È un mercato che non fa più gola a nessuno, schiacciato da tre fattori letali quali
la concorrenza della Grande Distribuzione Organizzata e l’esplosione dell’e-commerce hanno ridefinito le abitudini d’acquisto
Il secondo fattore è il blocco del ricambio generazionale. Fare l’ambulante oggi significa sostenere costi di gestione insostenibili — dal prezzo del carburante alle tasse di occupazione del suolo pubblico — a fronte di incassi sempre più magri. A questo si aggiunge l’infinito incubo normativo della Direttiva Bolkestein
Il terzo e più drammatico elemento è la desertificazione demografica. I piccoli comuni si spopolano, e il mercato settimanale muore insieme ai suoi ultimi clienti. Per chi non guida, per gli anziani soli, quel furgone che arriva una volta alla settimana è l’unico modo per accedere a beni generici. Togliere il mercato significa accelerare l’isolamento ma trovare una soluzione è una sfida complessa di non facile soluzione.
Nelle foto l’unico ambulante presente oggi al mercato del capoluogo
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