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Marcello Mariani: “A Senigallia si accentua il problema dei parcheggi”

Di MARCELLO MARIANI

SENIGALLIA – Giovedì, mattino, giorno di mercato. Via Portici Ercolani, una strada a doppio senso, con pista ciclabile da un lato e grossi furgoni parcheggiati dall’altro. Bancarelle, le solite, sotto i portici. La gente, forse per il bel tempo più del solito, si accalca.

Ci sono le impalcature per i lavori di ristrutturazione di Palazzo Gherardi che chiudono la fine del porticato: se sei alle bancarelle non puoi andare né dritto su piazza delle Erbe e né svoltare per piazza Simoncelli. Unica possibilità di uscita, uno stretto passaggio fra l’ultima bancarella e la rete rossa del cantiere. Nessun cartello, nessun segnale, nessuna indicazione per chi – tutti quelli sotto il portico, ovviamente – voglia uscire da quel cul de sac. E dove indirizza l’avventore del mercato quella gabbia per tonni? Dritto sulla corsia delle auto. Senza una transenna, un segnale, magari due birilli stradali, a tracciare un percorso “sicuro almeno nella forma.

Perché, invece, nella sostanza quel pedone non dovrebbe né potrebbe invadere quella corsia stradale riservata al solo traffico veicolare: lo vieta il Codice della Strada, ed è una circostanza addirittura sanzionabile.

Quindi, nella città dove i marciapiedi non vengono protetti e, anzi, dove prima lo erano qualche provvida mano ha provveduto a rimuovere i dissuasori preesistenti (non solo in via XXIV Maggio, lo sappiano i residenti, ma anche in via Perilli: un invito al “parcheggia-dove-ti-pare”) due cose sembrerebbero emergere: che le auto possono stare sui marciapiedi e i pedoni ….devono volare.

C’est la vie, la nostra.

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