A Senigallia cultura, lavoro e benessere al centro di un nuovo modello di welfare
L’assessore Massimo Bello: “Un progetto ambizioso, costruito grazie alla professionalità e all’impegno del nostro staff in Assessorato”
SENIGALLIA – Il Comune di Senigallia, in qualità di capofila, ha presentato al Ministero della Cultura la candidatura al “Premio Olivetti per l’Accessibilità Culturale – Annualità 2026” con il progetto “Il Tempo Ritrovato. Cultura, famiglia e benessere per le comunità del lavoro”, elaborato dall’Assessorato alla Cultura e dall’Ufficio Cultura dell’Amministrazione comunale insieme a un qualificato partenariato territoriale.
La proposta, approvata dalla Giunta, nasce con l’obiettivo di sperimentare un nuovo modello di welfare culturale territoriale, capace di mettere in relazione cultura, mondo del lavoro, famiglie, imprese, organizzazioni sindacali e comunità locali. Un progetto che interpreta in chiave contemporanea la visione olivettiana della cultura come strumento di benessere, partecipazione, inclusione e crescita della comunità.
La candidatura risponde pienamente alle finalità del bando del ministero, che promuove l’accessibilità culturale, la partecipazione e il contrasto alla cosiddetta “siccità culturale”, sostenendo modelli innovativi e inclusivi capaci di rendere la cultura maggiormente accessibile nella vita quotidiana delle comunità.
Il progetto parte da una considerazione precisa: il tempo è una delle principali barriere alla partecipazione culturale, soprattutto per chi lavora e deve conciliare impegni professionali e familiari. Da qui nasce l’idea di portare la cultura più vicino alle persone, modificando non soltanto l’offerta, ma anche le modalità, gli orari e i luoghi della partecipazione culturale.
«Abbiamo voluto costruire un progetto che non si limitasse a proporre nuove attività culturali – sottolinea l’Assessore alla Cultura Massimo Bello – ma che provasse a cambiare il modo stesso con cui le persone possono vivere la cultura. L’obiettivo è raggiungere anche chi normalmente resta fuori dai circuiti culturali, soprattutto lavoratori e famiglie, trasformandoli da semplici fruitori in protagonisti della vita culturale della comunità».
Il progetto prevede otto linee di intervento, dalla costruzione della rete territoriale alla raccolta delle memorie del lavoro, dalla valorizzazione del patrimonio produttivo alle aperture straordinarie di musei e biblioteca, fino alle “Domeniche Olivetti”, al “Passaporto di Famiglia”, agli “Scaffali di Fabbrica” e ai Gruppi di Lettura aziendali.
Tra gli elementi più innovativi figura proprio lo “Scaffale di Fabbrica”, pensato come presidio permanente di welfare culturale all’interno delle aziende: biblioteche aziendali costruite anche sulla base delle preferenze dei lavoratori, accompagnate da gruppi di lettura e da un impegno delle imprese a mantenerle attive nel tempo. Il progetto prevede il coinvolgimento di almeno dieci aziende, la costituzione di dieci biblioteche aziendali e l’acquisto di circa 2.500 volumi.
Altro elemento qualificante sarà il “Passaporto di Famiglia”, uno strumento pensato per incentivare la partecipazione continuativa di lavoratori e nuclei familiari alle attività culturali e per trasformare la partecipazione occasionale in una vera e propria abitudine culturale condivisa. L’obiettivo è raggiungere almeno 250 partecipanti e registrare complessivamente 2.500 partecipazioni alle attività.
Il progetto dedica inoltre particolare attenzione alla memoria del lavoro e all’identità produttiva del territorio, attraverso l’“Officina delle Storie del Lavoro” e la “Fabbrica delle Meraviglie”, con la raccolta di testimonianze, fotografie, documenti, oggetti e racconti delle comunità produttive locali.
«La vera innovazione – aggiunge Bello – sta nell’aver messo attorno allo stesso tavolo istituzioni, cultura, imprese e rappresentanze dei lavoratori. È un progetto che prova a superare la tradizionale separazione tra il mondo della cultura e quello della produzione e che considera il lavoro stesso come patrimonio culturale e parte dell’identità di una comunità».
Il partenariato vede infatti il Comune di Senigallia come capofila, insieme a CNA Ancona, Confindustria Ancona e alle organizzazioni sindacali CGIL, CISL e UIL, con il coinvolgimento della rete delle istituzioni culturali, delle associazioni e degli operatori del territorio. L’alleanza tra amministrazione pubblica, sistema produttivo e parti sociali costituisce uno degli aspetti qualificanti della proposta.
La proposta prevede il coinvolgimento diretto di almeno 250 lavoratori e familiari, con almeno 150 lavoratori provenienti da almeno 20 aziende del territorio, e punta a costruire una rete stabile e replicabile di welfare culturale. Il modello, infatti, è stato progettato affinché alcune delle iniziative possano proseguire anche oltre la conclusione del progetto, attraverso strumenti permanenti come gli Scaffali di Fabbrica e i Gruppi di Lettura.
«Desidero ringraziare lo staff dell’Assessorato alla Cultura e, in particolare, dell’Ufficio Cultura – conclude l’Assessore Bello – per il lavoro svolto, la professionalità e l’impegno con cui è stata costruita questa candidatura. Abbiamo lavorato con attenzione per trasformare un’idea in una proposta concreta, strutturata e misurabile. Credo che “Il Tempo Ritrovato” rappresenti davvero un’idea progettuale innovativa, perché mette la cultura al centro del benessere delle persone e la porta nei luoghi e nei tempi della vita quotidiana. È questo, a mio avviso, il modo migliore per interpretare oggi l’eredità di Adriano Olivetti».
Il progetto ha un valore complessivo di 161 mila euro, di cui 100 mila euro costituiscono il contributo richiesto al Ministero della Cultura, mentre la restante parte è rappresentata da cofinanziamenti in kind del Comune di Senigallia e della rete delle aziende aderenti. L’eventuale realizzazione delle attività è subordinata all’approvazione della proposta e alla concessione del finanziamento nell’ambito del Premio Olivetti, da parte del Ministero.
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