Il Comitato Cittadino: “I caregiver chiedono rispetto per il lavoro svolto”
SENIGALLIA – Il Comitato Cittadino interviene sulla “nuova legge sui caregiver. La vera fregatura è chiamare conquista un aiuto insufficiente che penalizza le famiglie.
Ma a cascata chi rischia di più sono i Comuni che devono garantire i servizi socio sanitari territoriali ai disabili e alle loro famiglie.
Conosciamo famiglie che da cinquant’anni hanno a che fare con il mondo della disabilità e che anno dopo anno si sono viste tagliare gradatamente i servizi, con la scusa della RIORGANIZZAZIONE.
Il lavoro di cura trattato come una concessione economica da elemosinare è umiliante e i 4,4 milioni di caregiver familiari conviventi non lo meritano.
Non meritano nemmeno di far vedere quanto sono povere, quanto sono esauste e quanto hanno sacrificato prima di essere considerate meritevoli di un sostegno.
“Di fronte hanno però la politica fatta SOLO di annunci e di nuovi diritti ma che non garantisce nemmeno i servizi necessari per esercitarli.
“Ogni governo annuncia miglioramenti che in realtà non ci sono mai.
L’attuale Ministro della Disabilità ha annunciato un aiuto economico “forte e concreto” per la vita di tante persone che amano e curano i loro familiari e che non vogliono essere sostituite, ma accompagnate dalle istituzioni.
“Un contributo di 400 euro al mese ma con tre regole da terzo mondo.
- se sei POVERISSIMO – ISEE sotto i 15000 euro, hai il contributo pieno
- se sei ABBASTANZA POVERO – ISEE tra 15.000 e 000 euro, il contributo si riduce progressivamente. Sopra i 25.000 euro si torna alla partenza !.
- se HAI OSATO LAVORARE- guadagnando più di 3.000 euro lordi all’anno (250 euro al mese !!) sei troppo ricco e NON HAI l’aiuto economico per il figlio disabile !.
- se dai ASSISTENZA e SOSTEGNO settimanale per almeno a 91 ore, convivendo con la persona di cui ti prendi cura, hai il contributo. Altrimenti niente !
“Quindi dopo aver RINUNCIATO ALLA TUA VITA, al lavoro, alla carriera, alle opportunità e spesso ai contributi pensionistici, alle vacanze, al riposo, a una vita sociale normale e “ritrovarsi con un ISEE di un Paese sottosviluppato hai diritto all’aiuto economico di 400 EURO al mese che, se rapportate alle 360 ore mensili di lavoro svolte, sono pari ad 1 euro o poco più all’ora. MENO DI UN CAFFE !.
“Come si può parlare di dignità quando si lascia una famiglia a scegliere tra lavorare e avere un sostegno di 1 euro all’ora. Chiediamo una cosa molto semplice: basta annunci!
“Servono diritti esigibili, servizi finanziati, sostegni adeguati, tutele lavorative e previdenziali. Perché la disabilità non è una lotteria. E le famiglie non devono vincere una gara di povertà per vedersi riconoscere un diritto. E su questo non possiamo e non dobbiamo restare in silenzio”.
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