IN PRIMO PIANOPOLITICASENIGALLIA

Sul nuovo Ponte Garibaldi Italia Nostra, Gruppo Società Ambiente e Confluenze chiedono che l’ultima parola passi ai cittadini con un referendum

SENIGALLIA – Le associazioni Italia Nostra, Gruppo Società Ambiente (GSA) e Confluenze – Cultura, Ambiente e Società prendono atto della decisione del Consiglio di Stato che ha respinto il loro ricorso contro il progetto di nuovo ponte Garibaldi ma ribadiscono la validità e legittimità delle ragioni del loro ricorso:

“Era possibile realizzare un ponte più basso. Le norme tecniche vietano di ottenere il franco idraulico sollevando il ponte durante la piena, non prima. La soluzione con i martinetti – prevista anche in una delle ipotesi progettuali iniziali e adottata dallo stesso Commissario per il ponte degli Angeli (ex 2 Giugno) – avrebbe consentito un ponte basso e nella sua posizione storica. Oggi sei idrometri, quattro dei quali sul Misa, rilevano i livelli ogni cinque minuti, e la piena del 2022 impiegò circa quattro ore per raggiungere la città: il tempo per sollevare un ponte c’è.

Tra l’altro la rigidità con cui, anche per il Consiglio di Stato, vengono esclusi a priori i martinetti sta creando notevoli problemi anche in Emilia Romagna, dove il “Commissario straordinario di Governo per la ricostruzione nei territori colpiti dalle alluvioni in Emilia-Romagna dal 9 gennaio 2025”, Fabrizio Curcio, ha chiesto un tavolo tecnico con l’amministrazione centrale riguardo alle questioni normative che rendono i ponti più complessi e costosi per il rispetto del franco idraulico e la possibilità di utilizzare ponti con martinetti e modificare così il decreto del 2018. Lo stesso impegno a cambiare l’interpretazione restrittiva della norma sul franco idraulico è in atto da parte dei Sindaci di Cesena per il “Ponte Nuovo”, di Faenza per il “Ponte delle grazie”, di Forlì per il “Ponte di Schiavonia”.

Il Commissario Babini e il nostro Sindaco continuano invece a trincerarsi dietro la rigidità di interpretazione di una norma che applicata al progetto del nuovo ponte Garibaldi rappresenterà una delle opere più impattanti per l’immagine, la storia e l’identità architettonica della Città di Senigallia.

Il parere della Soprintendenza ignorato.

Riteniamo incomprensibile come, con detta sentenza, sia stato respinto il nostro appello a prescindere anche dal parere della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio che, nella conferenza dei servizi che ha approvato il progetto di nuovo ponte, aveva ritenuto “necessario che vengano avanzate proposte alternative” attente alla qualità dell’opera nel contesto storico-architettonico: un parere negativo, anche se costruttivo. Il centro storico di Senigallia, dichiarato di notevole interesse pubblico dal decreto ministeriale del 14 settembre 1960, è tutelato proprio nelle sue visuali e prospettive, che un ponte con un’arcata di oltre 40 metri e due rampe di circa 40 metri ciascuna stravolgerebbe, a ridosso dei Portici Ercolani, del Lavatoio “il Coppo”, della Filanda e del Liceo Perticari.

Mancanza dell’autorizzazione paesaggistica.

Il ponte sorge nella fascia di 150 metri dal fiume Misa, vincolata per legge (art. 142 del Codice dei beni culturali e del paesaggio), come ha chiarito l’Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato n. 8/2025. I poteri emergenziali consentono deroghe procedurali, non di rinunciare al nulla osta e, in caso di dissenso della Soprintendenza, la decisione spettava alla Presidenza del Consiglio dei Ministri.

Scavalcati il Consiglio comunale e i cittadini. Il progetto è in variante al Piano regolatore, ma la variante non è mai passata dal Consiglio comunale né dalle osservazioni dei cittadini, in contrasto con le prerogative degli organi elettivi richiamate dalla Corte costituzionale (sentenza n. 51/2025). Mancanza di uno studio sulla viabilità, come segnalato dalla stessa Polizia locale, e la dichiarazione di esclusione dalla VAS.

Mancato rispetto del nuovo Piano di assetto idrogeologico (PAI). Con la nuova perimetrazione dell’Autorità di bacino, le rampe di accesso ricadono ora in aree a rischio molto elevato, soggette a misure di salvaguardia immediatamente vincolanti. Il progetto aumenta la superficie impermeabile e manca la verifica tecnica di compatibilità idraulica richiesta dalle norme del PAI.

Lo ribadiamo: continueremo a batterci contro questo progetto di ponte, per un ponte adeguato con il nostro Centro Storico, in armonia con il contesto settecentesco della città.

Lo ripetiamo: la città storica è un bene monumentale e identitario collettivo, nemmeno l’amministrazione pubblica può disporne con superficialità e arbitrarietà.

Per le associazioni la battaglia contro questo progetto di nuovo ponte non finisce qui. Perchè questo progetto rimane un vero e proprio scempio urbanistico per la città storica: per la sua invasività, dimensione, e localizzazione, un progetto assolutamente incompatibile con l’impianto urbanistico e architettonico del centro storico cittadino nella sua dimensione prospettica settecentesca.

Un altro ponte è possibile!

Chiediamo ai cittadini che condividono questa battaglia civile di sostenere le spese legali dell’appello con una donazione tramite bonifico a Italia Nostra Onlus – Sezione di Senigallia, via Bonopera 55, 60019 Senigallia, Crédit Agricole, filiale di Senigallia, IBAN IT06Q0623021300000030689361, causale “Donazione per spese legali e campagna contro il progetto di nuovo ponte Garibaldi”. Grazie!

 

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