Nell’allevamento di Trecastelli nulla è cambiato: la situazione resta gravissima

Nell’allevamento di Trecastelli nulla è cambiato: la situazione resta gravissima

L’Associazione Amici Animali di Osimo chiede per quale motivo, nonostante sia passato troppo tempo dal sequestro, l’Asur, il Ministero della Salute e la Regione non sono ancora intervenuti per trasferite i cani e procedere alle sterilizzazioni, ai test ed alle adozioni

TRECASTELLI – “Siamo andati a fare una visita nell’allevamento di Trecastelli sequestrato oltre un mese fa ed a cui abbiamo fornito finora 1.500,00 euro di crocchette per evitare che i cani soffrissero la fame”. Lo si legge in una nota diffusa dall’Associazione Amici Animali di Osimo.

“La situazione non è cambiata di una virgola da allora, anzi possiamo sicuramente dire che, se possibile, è peggiorata a causa delle continue nascite di cuccioli, di cui molti positivi al batterio della Brucella canis, che si susseguono a causa della mancata sterilizzazione.

“Nell’allevamento ormai manca di tutto, dalle crocchette ai prodotti per la pulizia, dai disinfettanti alla carta utilizzata come lettiera nei trasportini impilati l’uno sopra l’altro.

“La situazione per quanto riguarda la pulizia dei box esterni è ancora buona ma ormai le condizioni dei cani detenuti dentro la casa sono diventate inaccettabili, almeno per quanto riguarda le condizioni di detenzione.

“Non riusciamo a capire – si legge sempre nella nota dell’Associazione Amici Animali di Osimo – che cosa stanno aspettando l’Asur, il Ministero della Salute e la Regione Marche a procedere allo spostamento almeno di una parte dei cani in altra struttura, per poi procedere alle sterilizzazioni, ai test e quindi alle adozioni.

“Decongestionare l’allevamento è ormai diventato non solo urgente ma anche moralmente non procrastinabile, in un Paese in cui la detenzione incompatibile degli animali d’affezione è un reato che deve essere al più presto interrotto. E in questo momento non ci sembra che i soggetti che avrebbero dovuto provvedere alla soluzione di un così grave problema si stiano muovendo con la necessaria determinazione e rapidità.

“Non riusciamo a capire – si legge sempre nella nota – perché ancora non si sia individuata una struttura per trasferire i cani, dopo che era stata proposta una semplice soluzione utilizzando i container già messi a disposizione dalla Protezione civile della Regione Marche.

“Noi continueremo ad assicurare crocchette per i prossimi mesi, ed ora anche materiale di pulizia e sanificazione utilizzando le generose risorse messe a disposizione dai donatori, ma il nostro non può essere interpretato come un dovere che prosegue a tempo indeterminato.

“Le nostre risorse e la nostra pazienza – conclude la nota – non sono infinite e si stanno esaurendo in fretta”.

QS – RIPRODUZIONE RISERVATA - www.quisenigallia.it

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