Anna Maria Bernardini: “Cerchiamo di non spargere altro odio”

Anna Maria Bernardini: “Cerchiamo di non spargere altro odio”

“E’ questo il concetto che cerco di far passare da tempo”. “Soffermiamoci invece sull’indifferenza della gente che c’è stata anche a Civitanova Marche”

di ANNA MARIA BERNARDINI*

SENIGALLIA – Scrivo queste poche righe non a nome di un partito ma a nome personale.

Ho letto il comunicato trasmesso dal Pd sull’omicidio efferato di Alika Ogirchukwu, credo che questo fatto sia veramente grave e la cosa ancora più grave è che si voglia strumentalizzare quanto è accaduto.

La persona che ha commesso l’omicidio, ovviamente, non si può giustificare ma credo che avrebbe commesso lo stesso omicidio anche se al posto di Alika Ogirchukwu (nella foto) ci fosse stata qualsiasi altra persona.

Cerchiamo di non spargere odio è questo il concetto che cerco di far passare da tempo. Davanti ad un dramma di questa portata non si può continuare a sparare a zero contro questo o quel partito, questo era il momento di tacere e di stringersi tutti insieme intorno alla famiglia di Alika e di chiedere perdono!

Il razzismo non c’entra niente, pochi giorni fa è accaduto un fatto gravissimo, una mamma ha lasciato la propria bambina di 16 mesi da sola a casa per sei giorni, una bambina che muore di stenti, una cosa che non si può pensare, immaginare. In natura ogni mamma difende il proprio piccolo. Molti hanno accusato questa mamma ma nessuno ha scritto che probabilmente c’è chi è più colpevole! Se questa cosa è accaduta, evidentemente c’era un disagio psichico e allora mi chiedo chi è che ha più colpa? Non saranno per caso i vicini di casa? Questa povera creatura avrà pianto, e avrà pianto tanto, avrà pianto per la fame, per la sete, perché era sporca, io se fossi stata una vicina di casa, dopo aver sentito piangere per parecchio tempo la piccolina, mi sarei preoccupata di andare a bussare alla porta e se nessuno mi fosse venuto ad aprire avrei chiamato i carabinieri e, molto probabilmente, questa bambina oggi ancora sarebbe viva.

Quindi non parliamo sempre e solo di razzismo non è questo il problema, il vero problema è l’indifferenza, l’indifferenza della gente, l’indifferenza che c’è stata a Civitanova Marche, dove le persone hanno pensato di filmare quello che stava accadendo e nessuno si è messo in mezzo per fermare questo omicidio ed è la stessa indifferenza che c’è stata a Milano con quella povera creatura che, ripeto, avrà pianto, avrà strillato, quanto avrà sofferto nell’indifferenza totale dei vicini.

Poniamoci una domanda, basta con la retorica, basta con i proclami, basta accusare questo o quello, ognuno di noi deve farsi un esame di coscienza e deve pensare a cosa può fare per migliorare lo stato delle cose, non diamo sempre la colpa agli altri, assumiamoci anche noi le nostre colpe. Oggi è il giorno di far silenzio e di pregare (per chi crede in Dio)!

*Consigliere comunale Senigallia

 

QS – RIPRODUZIONE RISERVATA - www.quisenigallia.it

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