Brugnetto chiede – inutilmente – da cinque anni la realizzazione di una rotatoria al centro del quartiere
SENIGALLIA – La strada provinciale Corinaldese, per chi viene da Senigallia, all’altezza di Brugnetto incrocia quattro strade comunali e tre strade private, creando – come è facile presumere – una situazione di grave disagio con intasamento del traffico e, soprattutto, con tanta pericolosità. E gli incidenti che vi si verificano sono sempre più frequenti.
Siccome, negli ultimi anni, la situazione si è ulteriormente aggravata, anche per effetto delle frequentatissime zone industriali di Ostra, Trecastelli e Corinaldo, è stata recentemente effettuata anche una raccolta di firme (762 in pochi giorni) per cercare un’opportuna soluzione. Ma neppure questo è bastato.
E stamattina Valentino Mandolini, Sandrino Bizzarri e Franco Dezen hanno incontrato i giornalisti per sottolineare il disinteresse delle Amministrazioni comunali e provinciali coinvolte nella questione.
E va anche considerato che un ulteriore aggravamento della situazione è prodotto dalla bretella che congiunge Corinaldese ed Arceviese (tra Pianello e Brugnetto) facendo confluire ulteriore traffico.
Da oltre cinque anni chi vive a Brugnetto e quanti abitano e lavorano nella vallata denunciano la gravissima situazione della Corinaldese, sollecitando un’unica soluzione: la realizzazione di una rotatoria.
Ma fino ad oggi – l’impegno è stato avviato cinque anni fa – a nulla sono servite una raccolta di firme, l’organizzazione di un gruppo di lavoro che ha promosso, a più riprese, incontri, anche congiunti, con il presidente della Provincia di Ancona e con i sindaci di Trecastelli e Senigallia.
Ed ora siamo arrivati anche all’assurda situazione delle dichiarazioni di disponibilità fatte nei momenti elettorali. Poi, purtroppo, il silenzio totale, soprattutto da parte del Comune di Senigallia.
Per denunciare questa situazione ed i tanti problemi del traffico e, soprattutto, l’atteggiamento delle Amministrazioni provinciale e comunali si è svolta questa mattina una interessante conferenza. Ed ora, dopo cinque anni di inspiegabile silenzio, si spera nella presentazione di un adeguato progetto e della sua successiva realizzazione. Anche perché il costo dell’opera non è da considerare esorbitante.









