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Per Simone Saltarelli il mondiale sfuma nella notte del Bol d’Or

Il pilota senigalliese: “Peccato, era una chance importantissima. Ma sono tornato veloce”

SENIGALLIA – Il Bol d’Or sembrava poter diventare il palcoscenico dell’impresa per Simone Saltarelli e per il Revo M2 Racing Team.

L’Aprilia era partita davanti, il ritmo c’era, la squadra era lì, pronta a giocarsi fino in fondo il Mondiale Endurance. Poi la gara ha presentato il conto, uno dopo l’altro, con una sequenza di episodi che ha finito per spezzare il sogno iridato.

Il primo colpo arriva quando Calia scivola.

Una caduta apparentemente senza conseguenze devastanti per il pilota, ma pesantissima per la classifica: quasi tre giri persi.

«La gara è partita bene, eravamo in testa – racconta Saltarelli – poi Calia ha fatto una piccola scivolata che ci ha fatto perdere quasi tre giri. È rientrato subito e i meccanici hanno fatto un lavorone per risistemare la moto».

Una 24 Ore, però, non si arrende mai. E nemmeno il Revo M2 Racing Team. L’Aprilia torna in pista e comincia a divorare chilometri e avversari. Saltarelli, Kevin e Calia si alternano, il francese Gines entra nella rotazione e la rimonta prende forma.

Dal fondo alla top five. È il momento in cui il sogno sembra poter ripartire.

«Ci siamo alternati all’inizio io, Kevin e Calia e avevamo già recuperato fino al quinto posto».

Poi, ancora una volta, la gara cambia faccia. Ferroni sale in sella, ma un errore manda l’Aprilia contro il muro. Questa volta i danni sono enormi. «La moto è andata contro il muro e purtroppo si è rotta tantissimo».

Ai box comincia una corsa nella corsa. I meccanici del Revo M2 Racing Team lavorano senza sosta, mettendo insieme pezzo dopo pezzo una moto che sembrava destinata a restare ferma. Quasi quaranta minuti passano prima di poter tornare pienamente in pista. «Hanno fatto un lavoro pazzesco perché quando sono rientrato la moto era perfetta». Perfetta, sì. Ma ormai troppo indietro.

Nell’Endurance il tempo è tutto. Quaranta minuti sono un’eternità e, quando in palio c’è un Mondiale, possono valere una stagione intera. La rimonta questa volta non basta più.

«Avevamo perso tantissime posizioni e tantissimo tempo. Anche finire la gara non ci avrebbe permesso di portare a casa il risultato che volevamo. Purtroppo ci siamo giocati una chance per vincere il mondiale».

È una frase che racchiude tutta la delusione di Saltarelli. Perché questo non era un Bol d’Or come gli altri. Era il punto d’arrivo di una stagione particolare, iniziata con un infortunio e proseguita con un ritorno in pista costruito con pazienza, lavoro e sacrificio. E proprio al rientro era arrivata subito una vittoria pesante, quella di Spa. «Era importantissimo per tutta la squadra e specialmente anche per me, visto l’infortunio che ho avuto a inizio stagione. Poi al rientro abbiamo subito vinto a Spa». Saltarelli al Bol d’Or, però, ha dimostrato di esserci. Di avere ancora ritmo, velocità e soprattutto la capacità di stare dentro una gara massacrante nonostante un fisico che non era ancora completamente a posto.

Dietro c’è stato un lavoro enorme. «Mi sono preparato tantissimo per arrivare pronto alla gara. Ringrazio Marco Paolinelli e sua figlia Claudia della My Fitness, che mi hanno preparato al massimo. E ringrazio anche Jacopo Taruschio di Flow, che mi ha sistemato il braccio a dovere per arrivare pronto».

Il verdetto della pista è stato chiaro: la velocità c’era. «Sono veramente contento della velocità che ho dimostrato». Restano però alcuni problemi alla mano, tanto che a fine ottobre sarà necessario un intervento per sistemarli definitivamente. Un altro passaggio di una stagione nella quale Saltarelli ha dovuto correre anche contro il dolore e contro il tempo. Il titolo è sfumato. La voglia, invece, è ancora tutta lì.

A 42 anni il pilota senigalliese non ha intenzione di considerare chiusa la propria storia con le corse.

«La voglia di continuare c’è ancora. A 42 anni vedremo se riuscirò a continuare a essere competitivo. C’è già una proposta per continuare, quindi valuteremo».

Prima, però, c’è da chiudere una stagione che ha regalato emozioni, vittorie e anche tanta amarezza. Nel mirino c’è Vallelunga, per l’ultimo appuntamento dell’Italiano Superbike.

«Adesso cercherò di metabolizzare un po’ il tutto e poi probabilmente farò anche la gara dell’Italiano Superbike a Vallelunga, per provare a finire la stagione nel migliore dei modi».

Il Bol d’Or lascia così una ferita aperta. Non per la velocità, non per la voglia, non per il lavoro della squadra. Semplicemente perché nell’Endurance, dove si corre per 24 ore contro il cronometro, la sorte può decidere in pochi secondi quello che una stagione intera ha costruito.

Il Mondiale è sfumato. Ma Saltarelli è tornato. E, a giudicare dalla velocità mostrata in Francia, il casco può ancora aspettare di essere appeso al chiodo.

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