Anche a Serra de’ Conti si ravvisa l’emergenza anziani
di MARIO ROMAGNOLI
SERRA DE’ CONTI – La carenza di posti letto pubblici e il sottofinanziamento delle “quote sanitarie” regionali generano liste d’attesa infinite, trasformando un diritto costituzionale in un’emergenza privata.
Con il progressivo invecchiamento della popolazione e la cronica mancanza di risposte pubbliche, la domanda del territorio cresce a ritmi vertiginosi. Il privato entra in campo e danno vita a strutture che come “Villa Leandra” a Serra de’ Conti gestita dalla cooperativa sociale “La Perla”, risponde ampliandosi nel 2008, dagli iniziali 50 posti, con altri 30 posti.
Poi nel 2013 con la costruzione di una nuova ala moderna all’avanguardia. Oggi, quella che era una residenza familiare è diventata una struttura d’eccellenza capace di accogliere fino a 102 ospiti, sia autosufficienti che non autosufficienti.
Nella Impiglia e Giorgio Cenci sono le due persone che sia storicamente che operativamente sono i responsabili della gestione della struttura per conto della Cooperativa “La Perla”.
La struttura si distingue per un approccio profondamente umano: assistenza h24, terapie personalizzate e spazi verdi rigenerativi.
Tra le mura di questa struttura sono passate storie di straordinaria longevità, sono infatti diversi gli ospiti che hanno tagliato il prestigioso traguardo dei 100 anni, festeggiati con calore non solo dai familiari, ma anche dalle autorità locali che hanno voluto omaggiare la loro saggezza.
Tuttavia, storie di successo come quella di Villa Leandra mettono in luce un paradosso tutto italiano: il progressivo arretramento dello Stato nel settore sociosanitario. La carenza di posti letto pubblici e il sottofinanziamento delle “quote sanitarie” regionali generano liste d’attesa infinite, trasformando un diritto costituzionale in un’emergenza privata.
Il peso economico della non autosufficienza si scarica così interamente sulle famiglie, costrette a intaccare risparmi e pensioni per garantire una vecchiaia dignitosa ai propri cari. Realtà come il privato sociale e le cooperative non sono più un’opzione complementare, ma l’unico argine a un vuoto istituzionale non più sostenibile. Villa Leandra dimostra che un modello di cura virtuoso è possibile, ma la politica ha il dovere di investire nel welfare pubblico per non lasciare soli famiglie, cittadini e i territori.



