A Senigallia il Comitato Cittadino chiede l’abbattimento delle barriere architettoniche
SENIGALLIA – Dal Comitato Cittadino di Senigallia riceviamo: “Pacta Sunt Servanda. I patti vanno rispettati e gli assessori deputati devono attuare il PEBAS.
Sono stati riconfermati anche per concludere il lavoro messo in cantiere nella passata legislatura, non ancora terminato.
“Il Comitato Cittadino dal 2017 si muove nella città ascoltando cittadini, personale sanitario, funzionari e politici di ogni livello.
L’approvazione del lavoro di mediazione, di suggerimento e miglioramento dei servizi fatto nel tempo anche a denti stretti e riconosciuto dalla cittadinanza ci da forza e non ci fa indietreggiare di un passo.
“Conosciamo i limiti e la lentezza di movimento della politica e lo rispettiamo ma, permettetelo, mal sopportiamo le lungaggini burocratiche che fanno comodo a chi non vuol fare penalizzando per questo i più fragili.
“La richiesta di attenzione per l’abbattimento di barriere architettoniche e sensoriali riguarda il PEBAS, progetto Europeo così ben gestito dal precedente assessore, che ringraziamo, segna il passo.
“In ogni caso la richiesta principale dovrebbe essere quella di programmare i lavori indicati dal progetto Europeo prevedendo un finanziamento pluriennale dei lavori. Ma la realizzazione dei parcheggi per disabili può essere effettuata immediatamente in quanto non costa nulla.
“Parliamo di quattro stalli gialli: due nel centro storico, in Via Mastai, sotto il Comune, ed in via San Martino, davanti alla Chiesa, e due nelle vicinanze del Beato Palazzolo, lungomare D.Alighieri.
“I più fragili hanno diritto alla socialità e di accedere alle spiagge e per questo devono avere parcheggi a sufficienza e disponibili. La bandiera LILLA ricevuta dal Comune per l‘accessibilità e il turismo inclusivo va onorata!!
“Come cittadini da sempre impegnati chiediamo anche ascolto, collaborazione attiva, presenza diretta o rappresentanza nello staff istituzionale in cui si parla e/o si progetta di questioni socio/sanitarie. Ce lo chiedono le tante legittime richieste dei cittadini, in particolare quelle dei più deboli.
“Non vogliamo essere pretestuosi o creare difficoltà di iter legali ma abbiamo toccato con mano in questi anni la differenza tra la nostra presenza e la nostra assenza. Le scuse non sono più accettabili”.
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