Accusati per un videogioco scomparso, due dodicenni tornano a casa in lacrime
Educatrice davanti al giudice per presunti strattoni. Uno dei ragazzi visitato al pronto soccorso
SENIGALLIA – Erano entrati al doposcuola per trascorrere il pomeriggio giocando alla PlayStation. Ne sarebbero usciti spaventati e in lacrime, dopo essere stati accusati di aver sottratto un videogioco. È il racconto di due dodicenni al centro di un procedimento davanti al Tribunale di Ancona, che vede imputata la coordinatrice sessantenne di una struttura educativa di Senigallia.
L’episodio risale al 18 settembre 2024. Secondo quanto denunciato dalle famiglie, al momento di lasciare il centro i due amici sarebbero stati fermati dalla donna, che avrebbe chiesto spiegazioni sulla scomparsa del dischetto.
Alle domande sarebbero seguiti gesti bruschi: uno dei ragazzi sarebbe stato preso per i capelli e avrebbe avuto la testa tirata all’indietro, mentre l’altro sarebbe stato strattonato per un braccio. Entrambi avrebbero negato di aver portato via il gioco.
La vicenda, secondo la versione dei minori, sarebbe proseguita anche lungo la strada verso casa. L’educatrice li avrebbe seguiti, continuando ad accusarli ad alta voce. Nel loro racconto compaiono anche insulti e spinte.
Una volta rientrati, i ragazzi avrebbero raccontato tutto ai genitori. Per uno di loro si è reso necessario un accesso al pronto soccorso a causa di giramenti di testa e dolore al collo: i medici hanno indicato sette giorni di prognosi.
Le famiglie hanno sporto denuncia e si sono costituite parte civile, assistite dagli avvocati Mauro Diamantini e Michele Carluccio. Alla donna viene contestato l’abuso dei mezzi di correzione, aggravato dalle lesioni.
L’imputata, difesa dall’avvocato Stefano Mengucci, nega le accuse e sostiene di non aver toccato i due ragazzi.
Nel procedimento è stata prospettata anche una possibile soluzione risarcitoria, che resta da definire. Spetterà al giudice accertare quanto avvenuto quel pomeriggio.
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