CRONACAIN PRIMO PIANOSERRA DE' CONTI

La storia e il futuro degli spazi per anziani a Serra de’ Conti

di MARIO ROMAGNOLI

SERRA DE’ CONTI – Per un piccolo borgo dell’entroterra, le associazioni dedicate alla terza età non sono semplici sigle: sono i luoghi dove si custodiscono i ricordi, si combatte la solitudine e ci si aiuta a vicenda. Nella storia recente di Serra de’ Conti, due realtà nate in passato hanno rappresentato i pilastri fondamentali di questo mondo, muovendosi su due binari paralleli ma ugualmente vitali: il tempo libero e l’assistenza solidale. Parliamo del Centro Sociale “L’Incontro” e della storica associazione “Fili d’Argento”.

Oggi queste due realtà stanno vivendo destini completamente diversi, lasciando una profonda riflessione sul presente e sul futuro del nostro paese.

Nato per essere il punto di riferimento del tempo libero per i pensionati (e non solo), il Dancing Centro Sociale “L’Incontro” di Via Ezio Vanoni è ancora oggi un’istituzione straordinaria. Chi l’ha visto nascere sa quanto impegno sia servito per creare uno spazio che, a distanza di anni, continua a richiamare persone da tutta la vallata.

Con le sue celebri serate danzanti animate dalle orchestre dal vivo, le cene sociali e gli infiniti tornei di carte pomeridiani, L’Incontro dimostra ogni fine settimana quanto la terza età a Serra de’ Conti abbia voglia di muoversi, divertirsi e stare insieme. È la dimostrazione che l’anzianità attiva è una risorsa di allegria per tutta la comunità.

Inoltre in frazione Osteria c’è sempre come “INCONTRO” un Centro Sociale punto di riferimento autogestito dagli aziani dove si trascorrono, tra una briscola ed un tre sette, ore di convivialità.

Accanto al braccio ricreativo dell’Incontro, una volta c’era il braccio solidale del paese: i “Fili d’Argento”. Questa associazione, che oggi purtroppo non esiste più, ha scritto sotto la sapiente direzione di Elio e Terzina – entrambi deceduti- pagine indimenticabili di generosità a Serra de’ Conti.

I volontari dei “Fili d’Argento” erano gli angeli custodi che si occupavano di quello che oggi chiamiamo welfare leggero: il trasporto sociale per chi doveva fare visite mediche a Jesi o Senigallia, la consegna della spesa a domicilio per chi faceva fatica a camminare, le visite pomeridiane per fare due chiacchiere e spezzare il silenzio delle case nel centro storico.

La chiusura dei Fili d’Argento ha segnato la fine di un’epoca e ha lasciato un vuoto assistenziale pesante, difficile da colmare in un momento in cui la sanità locale soffre e la popolazione del paese sta invecchiando.

Ricordare oggi “l’Incontro” e i “Fili d’Argento” non è un semplice esercizio di nostalgia da bar. Ci mostra chiaramente di cosa ha bisogno Serra de’ Conti: da un lato la gioia e lo svago, che il Centro di via Vanoni garantisce ancora con grande energia; dall’altro la cura e l’assistenza ai più deboli, che dopo l’addio ai “Fili d’Argento” ha cercato nuove strade attraverso la rete del neonato spazio “Il cielo in una stanza” e i volontari di Auser e Anteas. Tutte società “no profit” che operano quotidianamente nel territorio, con spIrito e dedizione” a favore dei bisognosi e che rappresentano un vanto per la piccola comunità collinare.

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