A Serra de’ Conti un mese di novembre da vivere intensamente
di MARIO ROMAGNOLI
SERRA DE’ CONTI – Mentre l’autunno inoltrato spinge molti centri collinari verso una quiete domestica, Serra de’ Conti sceglie novembre per esprimere il massimo della sua vivacità intellettuale, civile e comunitaria.
Il calendario di questo mese non è una semplice sequenza di date, ma il manifesto di un borgo che sa trasformare la propria storia e radici in un motore di coesione sociale e attrazione turistica.
Il percorso del mese si apre nel segno di una profonda intimità e di riflessione, con la solennità di “Tutti i Santi” e “la Commemorazione dei Defunti” dell’uno e 2 novembre, momenti in cui la cittadinanza si raccoglie intorno alle proprie radici familiari e spirituali.
Subito dopo, il borgo dimostra la sua vitalità culturale: Il 7 novembre la scena si divide tra i laboratori creativi del Museo delle Arti Monastiche e la spensieratezza della Sala Italia, che si anima con il teatro dialettale della compagnia “So de Montenovo”.
L’impegno civile e il valore della memoria condivisa tornano centrali l’otto novembre, con la solenne commemorazione della “Festa dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate”.
Il 15 novembre si rinnoverà il consueto appuntamento con la “Fiera del Beato Gherardo” che ospita lungo tutte le vie del centro oltre cento espositori di oggettistica, abbigliamento, specialità enogastronomiche locali, caldarroste e vin brulè.
La vera essenza di Serra de’ Conti si manifesta il 16 con la festa del patrono “Beato Gherardo” alla presenza di autorità civili e militari: messe solenni, momenti di preghiera e il rinnovo delle adesioni delle confraternite locali.
Infine, dal 27 al 29 novembre, il centro storico medievale tocca il suo apice ospitando la storica “Festa della cicerchia”.
Giunta al prestigioso traguardo della trentesima edizione, la manifestazione dimostra come un legume della memoria contadina possa trasformarsi in un trionfo enogastronomico e culturale tra le cantine aperte e presidi Slow Food.
Novembre a Serra de’ Conti diventa così la prova tangibile che la valorizzazione delle aree interne si fa custodendo celebrando con orgoglio, settimana dopo settimana, la propria identità.





